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il caso

Parla il poliziotto killer che ha ucciso il pusher: «Sono pentito, chiedo scusa a tutti quelli che indossano la divisa»

Sgomento ad Alì Terme per l’assistente capo arrestato a Milano. Il legale: «È pentito, ha sparato per paura»

24 Febbraio 2026, 12:14

12:20

La divisa tradita: Cinturrino «pericoloso e potrebbe uccidere ancora», un collega: «Temevo mi sparasse»

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«Dovevo essere quello che faceva osservare la legge, ho sbagliato. Chiedo scusa a tutte le persone che indossano la divisa: ho tradito la loro fiducia». Così, secondo il suo difensore Piero Porciani, si è espresso Carmelo Cinturrino, assistente capo della Polizia fermato per l’omicidio a Rogoredo di Abderrahim Mansouri. Il legale lo ha riferito entrando al carcere di San Vittore, dove a breve è previsto l’interrogatorio di convalida del fermo davanti al gip.

Porciani ha descritto l’assistito come «triste, pentito di quello che ha fatto», aggiungendo che sia lui sia la madre «sono andati a pregare in chiesa», anche per la vittima. Il penalista ha quindi ribadito che Cinturrino «ha sparato perché aveva paura; quello che ha fatto dopo lo sappiamo tutti, è stato un errore», sottolineando inoltre che l’assistente capo «non ha mai preso un centesimo da nessuno».

In merito alla messinscena della pistola, il difensore ha spiegato che l’arma «era in quello zaino da qualche tempo» e che il collega di Cinturrino, incaricato di recuperarlo in commissariato, «non poteva non sapere». «Il collega di Carmelo Cinturrino che ha preso la valigetta in commissariato non poteva non sapere cosa c’era all’interno», ha insistito Porciani.

«Una cosa Cinturrino ci tiene a dire: lui non ha mai preso un centesimo da nessuno. Me l’ha garantito», ha rimarcato ancora l’avvocato.

Sulle parole del capo della Polizia, Vittorio Pisani, che ieri ha definito Cinturrino «un ex poliziotto, un delinquente», Porciani commenta: «Che venga cacciato, io sono d’accordo, perché, giustamente, una persona così nell’Amministrazione non ci sta. Tuttavia per me “delinquente” non è uno che sbaglia, ma è uno che delinque. Sono due cose diverse». Il difensore riferisce infine le scuse dell’assistito «a tutte le persone di cui ha tradito la fiducia».

Cinturrino, sostiene il legale, «si dice pentito nei confronti di tutta l’Italia, perché afferma: “io sono quello che dovevo far osservare la legge e ho sbagliato”». È «triste per la sua famiglia, per i suoi colleghi e per l’Amministrazione, che ha servito per tanti anni». Quanto al 28enne che ha perso la vita, «sia sua mamma che lui sono andati in chiesa a pregare. Penso sia la cosa migliore che si possa fare», conclude Porciani.

Il poliziotto, 41 anni, è originario di Alì Terme, nel Messinese. Cresciuto nella cittadina jonica, dopo gli studi all’istituto superiore “Verona-Trento” di Messina aveva scelto di partecipare al concorso per entrare in Polizia, trasferendosi poi al Nord una volta diventato agente.

Nel suo paese d’origine tornava spesso, soprattutto durante l’estate e nel periodo natalizio, per trascorrere del tempo con i genitori e la sorella. Anche nelle scorse settimane era stato in Sicilia prima di rientrare a Milano, dove è stato visto l’ultima volta insieme alla compagna. Ad Alì Terme la notizia ha suscitato incredulità: in molti lo descrivono come un ragazzo sorridente e gentile, appartenente a una famiglia stimata.