24 febbraio 2026 - Aggiornato alle 17:19
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Cronaca

Rapine sul lungomare a Marina di Ragusa, 22enne condannato a 6 anni e 4 mesi

Tre gli episodi di cui è stato ritenuto colpevole in primo grado

24 Febbraio 2026, 13:07

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Il lungomare di Marina di Ragusa

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È arrivata in queste ore la sentenza del Tribunale collegiale di Ragusa nei confronti di un giovane di 22 anni, ritenuto responsabile di una serie di rapine avvenute sul lungomare di Marina di Ragusa nelle notti tra il 14 e il 15 giugno 2025. Il collegio giudicante – composto dai magistrati Manenti, La Terra e Aprile – ha inflitto una pena di 6 anni e 4 mesi di reclusione, riconoscendo l’aggravante dell’uso di un’arma impropria.

Secondo la ricostruzione accolta dal Tribunale, il ragazzo avrebbe avvicinato alcuni minorenni, minacciandoli con un cacciavite per farsi consegnare poche decine di euro e un telefono cellulare. La fuga era durata poco: i carabinieri lo avevano individuato e fermato mentre camminava per strada, trovandogli addosso banconote compatibili con quelle sottratte alle vittime e lo stesso cacciavite utilizzato durante le aggressioni.

Nel corso del processo, la difesa – rappresentata dall’avvocato Enrico Platania – aveva contestato l’identificazione dell’imputato e chiesto una riqualificazione dei fatti, sostenendo che le aggravanti non fossero applicabili e che la vicenda dovesse essere letta come un episodio di minore gravità. Il Tribunale, tuttavia, ha ritenuto provata la minaccia armata e ha confermato l’impianto accusatorio, limitando però le aggravanti alla sola presenza del cacciavite.

La posizione del giovane si era ulteriormente complicata nei mesi successivi ai fatti. Mentre si trovava ai domiciliari per le rapine, si era allontanato dall’abitazione – a suo dire per un equivoco legato ai permessi – e, raggiunti alcuni amici a Marina di Ragusa, avrebbe aggredito un coetaneo con un calcio al volto. Per quell’episodio era stato accusato di evasione e lesioni, circostanza che aveva portato all’aggravamento della misura cautelare e al suo trasferimento in carcere, dove si trova da luglio dello scorso anno. La vittima dell’aggressione aveva poi ritirato la querela.

Con la sentenza in questione, si chiude il primo grado di un procedimento che ha riportato l’attenzione su una serie di episodi che, pur avendo fruttato bottini minimi, avevano destato forte preoccupazione tra residenti e turisti. La difesa ha già annunciato l’intenzione di valutare l’appello.