occupazione
A rischio 26 lavoratori dei servizi di biglietteria dei siti archeologici
Il Parco Naxos-Taormina ha cessato la concessione prima della conclusione della nuova gara d’appalto
Mentre il comparto turistico della fascia jonica scalda i motori in vista dell’alta stagione, un’ombra pesante si allunga sul futuro del Parco archeologico di Naxos-Taormina. Ventisei lavoratori e lavoratrici, impegnati nei servizi di biglietteria e nelle attività aggiuntive, rischiano di perdere il posto di lavoro. La causa è la decisione della nuova direzione del Parco di fare cessare la concessione in atto prima ancora che la nuova gara d’appalto sia giunta a conclusione.
Il personale coinvolto rappresenta il cuore pulsante dell’accoglienza nei siti culturali del territorio. Si tratta di figure altamente qualificate che dal 2017 garantiscono servizi essenziali: dal bookshop alle visite guidate, dalle audioguide ai laboratori didattici, fino alle attività di promozione e valorizzazione. Competenze linguistiche, storiche e archeologiche che rischiano di andare disperse a causa di un corto circuito burocratico.
Allo stato attuale, i servizi sono svolti in regime di proroga tecnica fino ad aprile 2026. Tuttavia, la procedura di gara per l’individuazione del nuovo concessionario, pubblicata a ottobre 2024, ha subito innumerevoli ritardi e non se ne intravede la fine. In questo limbo normativo, la scelta di interrompere il rapporto con l’attuale gestore senza un successore già designato apre le porte ai licenziamenti.
La Cgil Messina, insieme alle categorie Fp e Filcams, ha chiesto con urgenza la convocazione di un tavolo di crisi. «Non si può mortificare il lavoro di chi ha reso questi siti all’altezza delle aspettative internazionali», dichiarano Stefania Radici (Cgil), Francesco Fucile (Fp) e Giuseppe Ragno (Filcams). Il sindacato è pronto alla mobilitazione permanente: «Se non arriveranno risposte chiare dalla direzione del Parco, attiveremo ogni iniziativa a tutela delle famiglie coinvolte».
La vicenda assume i contorni di un emergenza territoriale. La Cgil lancia un appello alla Regione Siciliana, alla Città metropolitana e al Comune di Taormina affinché intervengano per scongiurare un danno d’immagine incalcolabile. Senza questi lavoratori, i siti archeologici - già gravati da carenze organiche - faticherebbero a offrire servizi minimi proprio nel momento di massima affluenza dei visitatori.