l'indagine
Niscemi, l'ex prefetta Giannola sentita dalla Procura. Aveva denunciato le mancanze della Regione dopo la frana del '97
Nominata commissaria straordinaria per la ricostruzione di 30 anni fa, recentemente in un'intervista ha ricostruito come andarono le cose
Il capo della Procura di Gela Salvatore Vella, che ha aperto un'indagine dopo la frana di Niscemi, ha sentito a sommarie informazioni l'ex prefetta di Caltanissetta Isabella Giannola, nominata commissaria straordinaria per la ricostruzione dopo lo smottamento che nel 1997 sconvolse il paese. L'esame testimoniale è stato reso nei locali della squadra Mobile di Palermo. Erano presenti anche i due sostituti procuratori a cui è stata affidata l'inchiesta e uno dei consulenti della Procura. Il fascicolo è ancora a carico di ignoti.
Isabella Giannola ha 83 anni e un lunghissimo curriculum. Suo padre, Antonino Giannola, presidente del Tribunale di Nicosia, fu ucciso nel 1960. Nel 1997 l'ex prefetta era la rappresentante del governo a Caltanissetta, prima donna a ricoprire il ruolo in Sicilia. Dopo la grande frana del 1997 viene quindi nominata commissaria straordinaria per la ricostruzione. «Dopo la frana del 1997 a Niscemi - ha detto Isabella Giannola poche settimane fa in un'intervista rilasciata al quotidiano Avvenire - noi realizzammo tutte le opere necessarie per ripristinare la vita nel paese. Invece non si realizzò l’opera, gestita dalla Regione, per prevenire altri dissesti idrogeologici. E anzi i fondi vennero stornati. Una decisione vergognosa».
«Mi occupai dei primi interventi di protezione civile - ha aggiunto - ma poi anche della realizzazione di opere previste nelle ordinanze di protezione civile, compreso uno studio idrogeologico. Lo studio venne fatto e anche la perizia che fu approvata dalla protezione civile. Il lavoro venne appaltato a una ditta scelta dalla Regione che non riuscì a proseguire. Le solite storie. Ma lavori non solo non vennero riappaltati e ripresi, ma le somme vennero stornate e non so che fine abbiano fatto»
Giannola fu poi trasferita a Siena, divenne vicecapo di gabinetto al ministero dell’Interno con Giuseppe Pisanu e con Giuliano Amato. Nel 2007 fu nominata vice direttore del Cesis, il comitato che coordina i nostri servizi segreti. Successivamente è stata incaricata di vigilare sulla trasparenza degli appalti per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Emilia.
La sua testimonianza nell'inchiesta aperta dalla Procura di Gela sarà preziosa per ricostruire quanto fu fatto e soprattutto quanto rimase non fatto dopo la frana di 30 anni fa, le cui cause sono in parte sovrapponibili a quella - decisamente più ampia - dello scorso gennaio.


