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rischio fallimento

Rifiuti e debiti, il "bubbone" Srr: sindaci assenti e continuità aziendale a rischio

Tra sanzioni Inps, cause di lavoro e dimissioni, la società sull'orlo del tracollo finanziario

24 Febbraio 2026, 19:34

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Un “bubbone” pronto ad esplodere, nato e alimentato da anni di scelte strategiche sbagliate – e a volte sfortunate – ma soprattutto dal sostanziale disinteresse degli stessi soci, i sindaci. Una situazione che, è stato messo nero su bianco più volte, potrebbe «mettere a rischio la continuità aziendale».

La Srr Agrigento Est, che interessa i Comuni di Agrigento, Licata, Canicattì, Favara, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Raffadali, Ravanusa, Campobello di Licata, Aragona, Racalmuto, Casteltermini, Naro, San Giovanni Gemini, Cammarata, Lampedusa e Linosa, Grotte, Siculiana, Realmonte, Castrofilippo, Santa Elisabetta, Montallegro, Camastra, Sant'Angelo Muxaro, Joppolo Giancaxio e Comitini, naviga ormai da anni in cattive acque.

Nel 2023, infatti, era arrivato l’accesso al concordato preventivo, cioè in sintesi il fallimento, per un monte debiti di oltre 7 milioni e mezzo di euro.

Nella relazione del commissario dell’epoca, poi trasmessa al Tribunale di Agrigento, si legge che il tracollo dipendeva anche dalle difficoltà a recuperare le somme dai Comuni soci (in particolare, Licata, Naro, Canicattì, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle). Tali ritardi hanno determinato, già nel corso del 2021, i mancati pagamenti delle ritenute fiscali e previdenziali nonché delle imposte. L’effetto è stato l’arrivo di sanzioni a pioggia: l’ultimo accertamento da parte dell’Inps, impugnato dalla Srr, è di oltre 300mila euro.

Oltre alle somme che non si incassano, ci sono i soldi che bisogna sborsare, a centinaia di migliaia di euro alla volta. La società ha infatti dovuto fare fronte, a partire dal 2021, a numerose cause di lavoro intentate da alcuni dipendenti ex Dedalo Ambiente per il riconoscimento del cosiddetto “superminimo”, una somma che veniva versata al personale e che la Srr non ha mai riconosciuto se non attraverso sentenze, molte delle quali poi divenute esecutive.

«Il problema – si legge in una delibera dei giorni scorsi – è di natura finanziaria. Questa condizione potrebbe mettere a rischio la continuità aziendale con la conseguenza di compromettere uno degli obblighi previsti nel concordato preventivo approvato dal Tribunale di Agrigento. A tal proposito invita i rappresentanti dei Comuni soci a far fronte alle proprie obbligazioni nei confronti della Srr al fine di scongiurare scenari peggiori di quelli attuali».

Un appello praticamente caduto nel vuoto: nel frattempo la società è priva di un direttore generale da mesi dopo le dimissioni di Claudio Guarneri e di un presidente da fine dicembre, quando il sindaco di Aragona e presidente del Libero consorzio Giuseppe Pendolino si dimise perché incompatibile (da mesi) con la carica. Pochi istanti prima aveva votato il nuovo bando di gara per oltre 146 milioni di euro.