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l'allarme

Sifi, 52 licenziamenti scuotono il mondo del lavoro: sit-in dei sindacati e il sindaco di Aci Sant'Antonio chiama le istituzioni

"La Faes Farma ha acquistato un'azienda in salute: assurdo che adesso abbia deciso di adottare questa politica"

24 Febbraio 2026, 20:10

Sifi, 52 licenziamenti scuotono il mondo del lavoro: sit-in dei sindacati e il sindaco di Aci Sant'Antonio chiama le istituzioni

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La notizia rilanciata nell’edizione di ieri del nostro giornale, relativa agli annunciati 52 licenziamenti da parte di Sifi, ha determinato una situazione d’allarme che passa dai sindacati e arriva all’amministrazione comunale di Aci Sant’Antonio, laddove la Sifi ha il proprio centro operativo. «Si tratta di una decisione - si legge in una nota - che apre una vertenza sindacale complessa e che ha portato Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec UiL a proclamare un sit-in di protesta per domani, giovedì 26, alle 15, davanti alla sede di Confindustria, in viale Vittorio Veneto 109».

Secondo le organizzazioni sindacali, «il provvedimento rischia di avere un impatto significativo sull’occupazione e sull’equilibrio produttivo del sito industriale. I sindacati chiedono l’immediata apertura di un confronto strutturato con l’azienda per verificare la possibilità di soluzioni alternative ai licenziamenti, a partire dall’analisi del piano industriale e degli strumenti disponibili per la gestione non traumatica degli esuberi».

«È necessario aprire un tavolo di merito - dichiarano i rappresentanti di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil - per valutare ogni opzione utile a salvaguardare i livelli occupazionali e garantire prospettive di stabilità allo stabilimento».

Anche dal Comune di Aci Sant’Antonio, come detto, è stata diffusa una nota in cui si ricorda che «si è conclusa proprio nel terzo trimestre del 2025 la transizione che ha portato all’importante investimento di 270 milioni di euro da parte di “Faes Farma” per far proprio il gruppo italiano, con sede nel Catanese, che stava vivendo un importante periodo di crescita e sviluppo, e questo per integrare il proprio portfolio oftalmico in modo da rafforzare la leadership in Europa e America Latina».

«Alla luce di ciò - si legge ancora - appare poco chiara la mossa relativa ai tagli, che coinvolgono tutte le direzioni, e per questo il sindaco di Aci Sant’Antonio, Quintino Rocca, nel cui territorio trova collocazione l’azienda, lancia un allarme: “Siamo preoccupati e sconcertati per quello che sta accadendo, per le tempistiche repentine e perché lo si sta facendo in sordina. Vogliamo capire cosa sta succedendo: Faes Farma ha acquistato un’azienda sana, non un animale morente. Qual è la motivazione che sta dietro a questi licenziamenti? Perché stanno avvenendo senza alcun preavviso? Perché stanno riguardando anche dipendenti con venti, venticinque, trent’anni d’esperienza? Qual è il futuro che si vuole dare allo stabilimento? Che fine faranno i settori strategici come Ricerca e Sviluppo”. Da qui, l’appello: “Chiamo a raccolta, in qualità di sindaco di Aci Sant’Antonio, tutte le forze politiche e tutte le istituzioni. Ho già sentito l’onorevole Anthony Barbagallo, che sta preparando un’interpellanza in seno al Parlamento. Questa non è una battaglia politica, ma una battaglia di territorio: è necessario che tutte le istituzioni facciano la propria parte, ognuna in relazione alle proprie competenze, dal Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ai sindacati, con Landini, Sbarra, Bombardieri, Capone; dai ministri, come Adolfo Urso, alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Non possiamo permettere che una multinazionale spagnola venga qui, acquisti un’azienda siciliana che va bene e dopo qualche mese avvii dei licenziamenti in maniera così spregiudicata. La Sicilia non è una terra da razziare, le sue eccellenze vanno tutelate”».