Il progetto
Un “esercito” di educatori e 28 associazioni nel centro della città
L'iniziativa di Libera in collaborazione con il Comune e tredici scuole, sul tavolo 3,5 milioni di euro
«La mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari», diceva Gesualdo Bufalino. Oggi quella stessa immagine torna attuale se applicata a un’altra emergenza strutturale: la povertà educativa. A combatterla, nel centro storico di Palermo, sarà un esercito di educatori che da settembre prenderà campo con il progetto 4Canti, un intervento di lungo periodo pensato per rafforzare le comunità educanti in uno dei territori più fragili della città.
4Canti rientra in «Organizziamo la speranza», iniziativa nazionale promossa dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Nell’estate del 2024 l’avviso ha individuato quindici Aree socioeducative strategiche (ASES) in tutta Italia; per Palermo l’amministrazione comunale ha indicato il centro storico della Prima circoscrizione come area prioritaria, riconoscendone la complessità sociale ed educativa.
Il progetto è in costruzione da oltre un anno attraverso un articolato percorso di confronto e coprogettazione che ha coinvolto 28 realtà associative già attive nel territorio, 13 scuole e il Comune di Palermo. Un lavoro preliminare accompagnato da un facilitatore esterno, chiamato a definire un metodo condiviso prima ancora degli interventi operativi. Tra aprile e maggio è stato inoltre individuato un soggetto a cui affidare un mandato esplorativo per verificare la possibilità di coordinare l’intero processo progettuale: Libera contro le mafie, chiamata a svolgere un ruolo di raccordo tra istituzioni, scuole e terzo settore.
L’investimento complessivo è di 3,5 milioni di euro distribuiti su quattro anni. «L’obiettivo non è avviare nuove iniziative isolate – spiega Eliana Messineo di Libera Palermo – ma mettere a sistema esperienze educative già presenti, superando frammentazioni e sovrapposizioni. Un’azione strutturale che punta a costruire uniformità di linguaggio, strumenti comuni e una visione condivisa capace di dialogare anche con altre progettazioni e fondi pubblici.»
Parte centrale del progetto riguarda le scuole della Prima circoscrizione: al loro interno verrà attivato un sistema di “intercettazione a gancio” e di presa in carico comunitaria che non si limita al singolo studente, ma lavora sull’intero nucleo familiare, modulando gli interventi in base ai bisogni educativi, sociali e relazionali. Fuori dalla scuola, invece, il lavoro si concentrerà sulla costruzione di relazioni, appartenenza e presidi educativi diffusi, rafforzando il legame tra bambini, famiglie e quartiere.
La progettazione esecutiva è attualmente in fase di definizione, ma l’avvio operativo è previsto per settembre. Con l’ambizione di incidere nel tempo e di fare del centro storico un laboratorio permanente di contrasto alla povertà educativa, fondato sulla corresponsabilità e sulla presenza quotidiana.