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Le ragioni del No

Giustizia, Busacca: «Questa riforma pone le basi per una più decisa influenza della politica»

L'intervista all'Avvocato generale di Corte d'Appello di Catania

25 Febbraio 2026, 12:33

Giustizia, Busacca: «Questa riforma pone le basi per una più decisa influenza della politica»

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Continua il nostro spazio verso il Referendum. Diamo voce ai "tecnici" sui contenuti della riforma costituzionale della giustizia. Un modo per informare e formare, per arrivare preparatati al voto del 22 e 23 marzo. 

«Di fatto si separano giudici da pm, si creano due Csm e l'Alta Corte di Giustizia per depotenziare un organo di controllo fondamentale come la magistratura e porre le basi per una più decisa influenza della politica», questa la posizione di Angelo Busacca, avvocato generale della Corte d'Appello di Catania, sulla proposta di riforma della Giustizia.  Per il magistrato «non avere modificato formalmente l'enunciazione circa l'indipendenza e l'autonomia è la classica foglia di fico». 

Dottore, partiamo da una prima domanda: perché votare No alla Riforma?

Per impedire uno stravolgimento del nostro assetto costituzionale dal momento che si vuole sostanzialmente eliminare uno dei contrappesi necessari per evitare che un potere sovrasti gli altri. Di fatto si separano giudici da pm, si creano due CSM e l'Alta Corte di Giustizia per depotenziare un organo di controllo fondamentale come la magistratura e porre le basi per una più decisa influenza della politica. Questo avverrà intaccando pesantemente l'autonomia e la indipendenza di tutti i magistrati con un ministro della giustizia che metterà in azione un organo disciplinare la cui composizione a maggioranza di magistrati come collegio giudicante non sembra più vincolata dalla Costituzione. La nuova norma garantisce infatti solo che i magistrati siano presenti nel collegio giudicante, ma rinvia pericolosamente alla legge ordinaria per la sua composizione. Visti i tempi, essere preoccupati per ciò che si deciderà con la legge ordinaria è d'obbligo. Non avere modificato formalmente l'enunciazione circa l'indipendenza e l'autonomia, mi appare come la classica foglia di fico, quando indirettamente tutte le altre nuove norme realizzano il fine che Nordio per primo ha fatto intendere di perseguire.

Ritiene che questo Referendum sia il passo conclusivo per dare una lezione a una magistratura che non ha dato il meglio di sé nell’ultimo decennio?

La magistratura negli anni può non avere dato il meglio di sé nella gestione dell'autogoverno, ma certamente nel suo complesso ha fatto ogni giorno il proprio dovere, con organici carenti. Gli italiani sanno che da noi ci sono 12 giudici ogni 100.000 cittadini, contro i 23 della media europea? Per non parlare di aule inadeguate, con sistemi telematici (penso al penale) inefficienti e con leggi che talora sembrano frutto di improvvisazione perché mal scritte, talora inutili e non coordinate con il resto del sistema, quasi a dire "tanto poi se la vedono i giudici", con aumento di incertezza del diritto e proporzionale insoddisfazione della gente spesso confusa. I magistrati sono stati da anni indicati come responsabili di ogni disfunzione. Come dire che se ti fissano una Tac a due anni è colpa del medico e non di chi gestisce l'organizzazione e i soldi pubblici (il ministro della giustizia nel nostro caso, per capirci). La "lezione" non la vogliono dare per l'autogoverno non sempre limpido (dal quale certi politici traevano vantaggi, vedi caso Palamara), ma per i provvedimenti sgraditi, per le indagini che toccano i colletti bianchi. Ovviamente non lo dico io, basta leggere le dichiarazioni dei politici: a fronte di un provvedimento sgradito (magari poi confermato fino in Cassazione e presso le Corti europee) si invoca la riforma della Magistratura. Sotto questo aspetto molti politici sono stati chiari, bisogna dare una "lezione" ai magistrati e questo solletica la "pancia" di molti italiani.

Cosa la preoccupa di più di questa riforma?

Mi preoccupa il meccanismo dell'Alta Corte che potrebbe scardinare il principio che ogni potere dello Stato deve essere indipendente dagli altri. Peraltro l'Alta Corte secondo molti studiosi diventerebbe un giudice "speciale" nuovo violando così il divieto posto dalla Costituzione (contro le sue decisioni infatti si può fare sì ricorso... ma alla stessa Alta Corte e non in Cassazione!). La responsabilità disciplinare dei magistrati rischia di cadere in mano alla politica. Sarà il modo per eliminare o frenare e intimidire magistrati sgraditi. I cittadini dovrebbero essere aiutati a comprendere che un magistrato così vulnerabile finirà per non garantire i diritti dei più deboli, senza che invece si risolva nessuno dei problemi legati all'efficienza della attività giudiziaria.

La separazione delle carriere. C’è davvero il rischio di un pm che perderà il senso della giurisdizione?

Certamente. Oggi i magistrati vengono "formati" insieme, vengono educati potremmo dire ad applicare le norme con lo scopo di dare ragione a chi la abbia e a sanzionare chi ha commesso un reato. In futuro verranno formati magistrati del pubblico ministero che saranno sostanzialmente incaricati solo di accusare, sottoposti a un Csm con soli pubblici ministeri, senza più i componenti giudicanti. E pensare che la nostra formazione, i nostri corsi di aggiornamento sono aperti al contributo prezioso della avvocatura, proprio per evitare arroccamenti e chiusure. I primi a preoccuparsi dovrebbero essere proprio gli avvocati e invece... Ma poi c'è una motivazione ridicola: il giudice non sarebbe imparziale verso il PM perché sono colleghi e si danno del tu (come se non esistesse il darsi del tu spessissimo anche tra magistrati e avvocati). Allora i giudici del Riesame che devono decidere sul provvedimento con cui il collega gip (giudice per le indagini preliminari) ha messo qualcuno in carcere? E i giudici di appello che annullano una assoluzione del giudice di primo grado? Che facciamo, separiamo i giudici fra loro?

Due Csm e un sorteggio "puro" per le toghe. Vi preoccupa davvero così tanto questa proposta?

Proprio così, innanzitutto la magistratura divisa sarà più debole a fronte di attacchi sempre più beceri, tanto da costringere il presidente Mattarella ad un forte richiamo proprio nei giorni scorsi. Poi c'è la suggestiva idea del sorteggio che non solo è mortificante (sarebbe l'unica magistratura a non potere scegliere i componenti dell'organo di autogoverno), ma profondamente ingiusta. I componenti laici saranno scelti dalla politica, avranno una legittimazione politica e siederanno nei CSM grazie a un sorteggio pilotato. I magistrati invece saranno sorteggiati fra tutti sulla base di un assunto secondo il quale se sai fare il giudice saprai anche "governare" i colleghi in un confronto a volte duro con veri professionisti della politica, attraverso delibere, circolari, pareri e così via. Ma è un inganno. Lei ritiene che un magari ottimo ma giovanissimo giornalista possa sempre essere anche un grande organizzatore e essere sorteggiato per dirigere un quotidiano?

Ci sono diversi magistrati che voteranno Sì, così come ci saranno molti avvocati che voteranno No. Il bello della democrazia. Questa riforma la mette in pericolo?

Molti magistrati che hanno manifestato di votare per il Sì (non tutti chiariamolo subito, a scanso di equivoci e facili strumentalizzazioni) mi sono sembrati esplicitamente motivati da ragioni di rivalsa verso l'Anm e verso il CSM; ma, per dirla con una frase abusata, si rischia di buttare il neonato con l'acqua sporca. In maniera condivisibile, invece, molti magistrati ad esempio favorevoli al sorteggio voteranno No perché, con encomiabile onestà intellettuale, comprendono che tutte le altre modifiche sono veramente pericolose. La democrazia, per come la abbiamo conosciuta nel nostro Paese, a mio avviso è in pericolo; si stanno smantellando i controlli, si pensi alla abrogazione dell'abuso d'ufficio, alla gravissima riforma della Corte dei Conti (che purtroppo non fa notizia come dovrebbe) e infine a questa modifica di ben sette articoli della Costituzione cui consegue un disequilibrio fra i poteri dello Stato che ci avvicina pericolosamente a un assetto a mio avviso certamente meno democratico, tanto da indurre molti studiosi a parlare di illegittimità costituzionale di una legge... costituzionale.