indagine lampo
Arrestato il re delle truffe: da una moto cross a soldi falsi e pistola clandestina, la storia del 28enne palermitano
Compra una moto da cross con 5.500 euro e si scopre che oltre 5.100 sono falsi. In casa altri bigliettoni da 100 euro
Immaginate di sognare una moto da cross, di versare 5500 euro in contanti e di scoprire, una volta a casa, che oltre 5100 di quei soldi erano falsi. È quanto è successo a un motociclista di Petrosino, frazione vivace di Marsala, e ha dato il via a un'indagine che ha portato all'arresto di un 28enne palermitano residente a Menfi. I Carabinieri della Compagnia di Marsala, con il supporto dei colleghi di Petrosino e della Stazione di Menfi sotto il Comando Provinciale di Agrigento, hanno trasformato una semplice querela in un'operazione che ha smascherato un arsenale di illegalità: denaro contraffatto, una pistola artigianale e munizioni clandestine. Siamo al 25 febbraio 2026, e questa vicenda riaccende i riflettori sulla criminalità quotidiana che serpeggia tra Trapani e Agrigento.
Era una giornata qualunque a Petrosino, quel piccolo centro tra Marsala e Mazara del Vallo dove il traffico di moto e scooter usati è pane quotidiano. Un uomo, appassionato di cross, si imbatte in un annuncio allettante online: una moto performante a un prezzo imbattibile. Si incontra col venditore, conta le banconote – tutte da 100 euro, perfette – e porta via il mezzo. L'euforia dura poco. A casa, con una lente e un po' di intuito, si accorge che 51 di quelle banconote sono falsi perfetti: solo 400 euro veri su 5500 versati. La rabbia lo spinge dritto alla Stazione Carabinieri di Petrosino, dove deposita la querela che accende la miccia.
I militari non perdono tempo. Parte una "serrata e tempestiva attività investigativa", come la definiscono nei rapporti ufficiali. Pedinamenti discreti, controlli sulle telecamere di sorveglianza, incroci di dati da annunci online e testimonianze raccolte porta a porta. Il cerchio si stringe su un 28enne originario di Palermo, trapiantato a Menfi, quel paesino costiero in provincia di Agrigento noto per le sue vigne e, purtroppo, per qualche ombra criminale. L'uomo, con un passato di piccoli guai giudiziari, sembrava il profilo perfetto: abile nel raggiro, radicato tra due province confinanti.
Scatta la fase decisiva. I carabinieri di Petrosino, spalleggiati dai colleghi di Menfi, bussano alla porta dell'abitazione del sospetto. La perquisizione è un fulmine: sotto il materasso, in un cassetto nascosto, spuntano 2300 euro in banconote false, tutte da 100 euro, pronte a circolare nei mercati rionali o nelle fiere di moto. Ma il colpo di scena è un altro: una pistola calibro 7.65 di fabbricazione artigianale, rudimentale ma letale, e 16 colpi illegali. Un'arma "clandestina", nata nei laboratori improvvisati del sottobosco siciliano, instabile e pericolosa quanto basta per trasformare un truffatore in un potenziale pericolo pubblico.
L'uomo, colto con le mani nel sacco, non fiata. Trasferito in caserma, l'arresto viene convalidato in udienza lampo. Il giudice non ha dubbi: detenzione di arma e munizioni clandestine, spesa di denaro falso e possesso di banconote contraffatte meritano la custodia cautelare in carcere. Ora il 28enne attende il processo dietro le sbarre, mentre la moto da cross finisce sotto sequestro per ulteriori accertamenti.
Questa storia non è solo un episodio isolato, ma un tassello di un puzzle più grande che affligge la Sicilia occidentale. Nel Trapanese, le denunce per truffe online sono salite del 15% nel 2025, con Agrigento che segue a ruota. Perché proprio le banconote da 100 euro? È semplice: sono il taglio ideale per transazioni veloci, facili da passare nei bar, dai meccanici o alle fiere senza destare sospetti. Accumulano valore rapido e, se contraffatte ad arte, ingannano anche i più esperti.
Menfi, con la sua posizione strategica sulla SS115, funge da crocevia tra province. Non è la prima volta che armi artigianali spuntano in perquisizioni come questa: prototipi assemblati con pezzi di ricambio, carichi di munizioni illegali, pronti per regolamenti di conti o autodifesa nel mondo grigio della microcriminalità. Marsala e Petrosino, dal canto loro, vivono da anni il dramma delle frodi motoristiche. Ricordate quel caso di Mazara, con scooter falsi rifilati a turisti? O le bande di Palermo che inondano il Marsalese di fotocopie monetarie? Le indagini congiunte tra Comandi Provinciali dimostrano che la collaborazione paga: Petrosino e Menfi, distanti pochi chilometri, hanno unito le forze per un risultato impeccabile.