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Le ragioni del Sì

Referendum, l'avvocato Antille: «Il pm superpoliziotto è una simpatica invenzione letteraria»

Intervista al presidente della Camera Penale di Catania

25 Febbraio 2026, 12:48

Referendum, l'avvocato Antille: «Il pm superpoliziotto è una simpatica invenzione letteraria»

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Continua il nostro spazio verso il Referendum. Diamo voce ai "tecnici" sui contenuti della riforma costituzionale della giustizia. Un modo per informare e formare, per arrivare preparatati al voto del 22 e 23 marzo. 

«La separazione delle carriere consente molti utili risultati: spezza i giochi e il gioco delle correnti all'interno della magistratura», è netta la posizione del presidente della Camera Penale di Catania, Francesco Antille, sulla proposta di riforma costituzionale della Giustizia. E sui pericoli avanzati dell'Anm sul ruolo del pm, l'avvocato replica (con ironia): «Il superpoliziotto è una simpatica invenzione letteraria». 

Presidente, perché votare Sì?

Votare SÌ significa modernizzare il sistema giustizia in Italia e attuare finalmente l'art. 111 della Costituzione che prevede la figura del Giudice quale "terzo ed imparziale". Se dovessimo fare un paragone calcistico chiedo a chiunque di dire se reputasse corretto che una partita, quale ad esempio la classica Italia-Germania, fosse arbitrata da un tedesco. È questo il vero nodo. La riforma postula la vera autonomia del giudice e quella del pubblico ministero.

Perché è importante separare le carriere in magistratura?

La separazione delle carriere consente molti utili risultati: spezza i giochi e il gioco delle correnti all'interno della magistratura. Consente di avere due carriere autonome e dunque qualificate e indipendenti (i giudici e i requirenti); evita che il cittadino possa anche solo pensare che il giudice sia contiguo al pubblico ministero; cioè all'accusatore. Nel 1989, quando entrò in vigore il nuovo codice di procedura penale, si abolì l'usanza di collocare il pubblico ministero presso lo stesso banco del giudice. E la sua postazione fu sistemata in parità a quella del difensore; si abbandonò infatti il modello inquisitorio in favore di quello accusatorio. Questo è il vero nodo e l'unica cosa che interessa. Non ci sono né assoggettamenti né regolamenti di conti in tutto ciò. Basti pensare che l'azione penale è e resta obbligatoria; e per i casi disciplinari i componenti della magistratura saranno i due terzi. Sicché ogni diversa congettura non trova fondamento alcuno.

Lo sdoppiamento del Csm con il sorteggio permetterà di fermare le devianze delle correnti?

Le correnti e le loro strumentalizzazioni subiranno certamente un oggettivo ridimensionamento. D'altronde il cittadino sa cosa è emerso da certe indagini su aspetti opachi della tematica; e sa pure che molti magistrati, più di quanto si possa pensare o dicano, sono convintamente a favore del SÌ. Il sorteggio impedisce inciuci e veti incrociati. Non si sorteggia un passante ma un magistrato, lo si ricordi bene.

Una campagna referendaria ricca di veleni. Perché non si è riusciti a tenere i toni pacati?

Purtroppo i toni si sono inaspriti perché si è voluto, da parte di qualcuno, politicizzare il confronto. Le Camere Penali desiderano restare fuori da questa scelta. Alle Camere Penali interessa solo il rispetto della Costituzione, la libertà del giudice e la sua vera terzietà. D'altronde tutti sanno che siamo stati molto critici nei confronti del governo e del Parlamento in occasione di scelte reputate lesive delle libertà individuali o di dubbia costruzione tecnica (per non parlare del silenzio sul dramma delle carceri). Dire che le Camere Penali siano sempre state al fianco del Governo è un fuor d'opera. Deve invece rammentarsi che una legge di iniziativa popolare, con la vigilanza del Capo dello Stato e un referendum popolare confermativo sono la miglior scelta democratica per creare un modello di giustizia moderno e garantito. L'auspicio è che si possa restare calmi e consentire a tutti il libero esercizio del voto consapevole.

L'Alta Corte disciplinare, cosa porterà?

L'Alta Corte disciplinare si occuperà degli illeciti dei magistrati; oggi essi sono praticamente impuniti o poco evidenziati, in misura pari alla quasi totalità. E tuttavia i magistrati occuperanno i due terzi di tale consesso; dunque nessuna delegittimazione né resa di conti. Né favori a chicchessia, perché un requirente libero e un giudice altrettanto libero sono la negazione di quel ventilato e propagandistico pericolo.

L'Anm paventa un rischio di un pm superpoliziotto, da avvocato non la preoccupa questa previsione?

Il superpoliziotto è una simpatica invenzione letteraria. L'impianto processuale resta intatto; l'azione penale resta obbligatoria; la vigilanza del Gip idem. Il nostro modello attuale è un retaggio da vecchio regime, lontano, desueto, inattuale. Se ne trova un paio in giro per il mondo: gli altri hanno adottato sistemi assai vicini a quello della riforma che auspichiamo sia approvata.

Il giusto processo oggi non è garantito?

Oggi il giusto processo purtroppo non è garantito al meglio: ce lo dicono i milioni di euro liquidati per ingiuste detenzioni; le condanne europee per l'Italia; la scoperta di errori clamorosi; le spese per indagini inutili concluse con l'assoluzione dell'accusato il quale in ogni caso ne esce rovinato. Fra l'altro è un processo assai oneroso, affrontabile da chi dispone di mezzi economici adeguati. E, in ogni caso, se il pubblico ministero è, come adesso, un collega del giudice, non si è realizzata quella vera indipendente terzietà che la riforma suggerisce.