Le ragioni del Sì
Referendum, l'avvocato Antille: «Il pm superpoliziotto è una simpatica invenzione letteraria»
Intervista al presidente della Camera Penale di Catania
Continua il nostro spazio verso il Referendum. Diamo voce ai "tecnici" sui contenuti della riforma costituzionale della giustizia. Un modo per informare e formare, per arrivare preparatati al voto del 22 e 23 marzo.
«La separazione delle carriere consente molti utili risultati: spezza i giochi e il gioco delle correnti all'interno della magistratura», è netta la posizione del presidente della Camera Penale di Catania, Francesco Antille, sulla proposta di riforma costituzionale della Giustizia. E sui pericoli avanzati dell'Anm sul ruolo del pm, l'avvocato replica (con ironia): «Il superpoliziotto è una simpatica invenzione letteraria».
Presidente, perché votare Sì?
Votare SÌ significa modernizzare il sistema giustizia in Italia e attuare finalmente l'art. 111 della Costituzione che prevede la figura del Giudice quale "terzo ed imparziale". Se dovessimo fare un paragone calcistico chiedo a chiunque di dire se reputasse corretto che una partita, quale ad esempio la classica Italia-Germania, fosse arbitrata da un tedesco. È questo il vero nodo. La riforma postula la vera autonomia del giudice e quella del pubblico ministero.
Perché è importante separare le carriere in magistratura?
La separazione delle carriere consente molti utili risultati: spezza i giochi e il gioco delle correnti all'interno della magistratura. Consente di avere due carriere autonome e dunque qualificate e indipendenti (i giudici e i requirenti); evita che il cittadino possa anche solo pensare che il giudice sia contiguo al pubblico ministero; cioè all'accusatore. Nel 1989, quando entrò in vigore il nuovo codice di procedura penale, si abolì l'usanza di collocare il pubblico ministero presso lo stesso banco del giudice. E la sua postazione fu sistemata in parità a quella del difensore; si abbandonò infatti il modello inquisitorio in favore di quello accusatorio. Questo è il vero nodo e l'unica cosa che interessa. Non ci sono né assoggettamenti né regolamenti di conti in tutto ciò. Basti pensare che l'azione penale è e resta obbligatoria; e per i casi disciplinari i componenti della magistratura saranno i due terzi. Sicché ogni diversa congettura non trova fondamento alcuno.
Lo sdoppiamento del Csm con il sorteggio permetterà di fermare le devianze delle correnti?
Le correnti e le loro strumentalizzazioni subiranno certamente un oggettivo ridimensionamento. D'altronde il cittadino sa cosa è emerso da certe indagini su aspetti opachi della tematica; e sa pure che molti magistrati, più di quanto si possa pensare o dicano, sono convintamente a favore del SÌ. Il sorteggio impedisce inciuci e veti incrociati. Non si sorteggia un passante ma un magistrato, lo si ricordi bene.
Una campagna referendaria ricca di veleni. Perché non si è riusciti a tenere i toni pacati?
Purtroppo i toni si sono inaspriti perché si è voluto, da parte di qualcuno, politicizzare il confronto. Le Camere Penali desiderano restare fuori da questa scelta. Alle Camere Penali interessa solo il rispetto della Costituzione, la libertà del giudice e la sua vera terzietà. D'altronde tutti sanno che siamo stati molto critici nei confronti del governo e del Parlamento in occasione di scelte reputate lesive delle libertà individuali o di dubbia costruzione tecnica (per non parlare del silenzio sul dramma delle carceri). Dire che le Camere Penali siano sempre state al fianco del Governo è un fuor d'opera. Deve invece rammentarsi che una legge di iniziativa popolare, con la vigilanza del Capo dello Stato e un referendum popolare confermativo sono la miglior scelta democratica per creare un modello di giustizia moderno e garantito. L'auspicio è che si possa restare calmi e consentire a tutti il libero esercizio del voto consapevole.
L'Alta Corte disciplinare, cosa porterà?
L'Alta Corte disciplinare si occuperà degli illeciti dei magistrati; oggi essi sono praticamente impuniti o poco evidenziati, in misura pari alla quasi totalità. E tuttavia i magistrati occuperanno i due terzi di tale consesso; dunque nessuna delegittimazione né resa di conti. Né favori a chicchessia, perché un requirente libero e un giudice altrettanto libero sono la negazione di quel ventilato e propagandistico pericolo.
L'Anm paventa un rischio di un pm superpoliziotto, da avvocato non la preoccupa questa previsione?
Il superpoliziotto è una simpatica invenzione letteraria. L'impianto processuale resta intatto; l'azione penale resta obbligatoria; la vigilanza del Gip idem. Il nostro modello attuale è un retaggio da vecchio regime, lontano, desueto, inattuale. Se ne trova un paio in giro per il mondo: gli altri hanno adottato sistemi assai vicini a quello della riforma che auspichiamo sia approvata.
Il giusto processo oggi non è garantito?
Oggi il giusto processo purtroppo non è garantito al meglio: ce lo dicono i milioni di euro liquidati per ingiuste detenzioni; le condanne europee per l'Italia; la scoperta di errori clamorosi; le spese per indagini inutili concluse con l'assoluzione dell'accusato il quale in ogni caso ne esce rovinato. Fra l'altro è un processo assai oneroso, affrontabile da chi dispone di mezzi economici adeguati. E, in ogni caso, se il pubblico ministero è, come adesso, un collega del giudice, non si è realizzata quella vera indipendente terzietà che la riforma suggerisce.