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sanità

Intervento salvavita per storm aritmico

All'ospedale Papardo un'ablazione ventricolare endo- ed epicardica in sala ibrida con supporto della macchina cuore-polmone, frutto della sinergia tra cardiologia e cardiochirurgia

25 Febbraio 2026, 16:52

Intervento salvavita per storm aritmico

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Un intervento salvavita di straordinaria complessità tecnica e organizzativa è stato eseguito nei giorni scorsi all’ospedaliera Papardo.

Grazie alla sinergia strutturata e immediata tra Cardiologia e Cardiochirurgia è stato strappato alla morte un paziente giunto in condizioni critiche per uno storm aritmico, una delle emergenze più gravi in ambito cardiovascolare.

«Il paziente era stato trasferito in urgenza da un presidio territoriale dopo il fallimento delle terapie farmacologiche intensive e dei trattamenti di prima linea. Presentava arritmie ventricolari maligne ripetute e ravvicinate, con compromissione severa della funzione di pompa del cuore e un rischio imminente di arresto cardiaco» si legge nella nota stampa diffusa dalla direzione sanitaria.

«In presenza di uno storm aritmico refrattario, l’unica opzione terapeutica concreta rimane spesso un’ablazione cardiaca avanzata, eseguita in ambiente protetto e multidisciplinare» proseguono.

Determinante è stata l’immediata attivazione di un percorso integrato all’interno della sala operatoria ibrida, fulcro tecnologico e organizzativo di un modello assistenziale ad altissima intensità di cura che ha visto operare in strettissima collaborazione l’Unità Operativa di Cardiologia diretta dal professore Giuseppe Andò e l’Unità Operativa di Cardiochirurgia diretta dal professore Francesco Patanè.

Dopo una valutazione collegiale tra cardiologi elettrofisiologi, cardiochirurghi, anestesisti, perfusionisti e personale infermieristico specializzato, si è deciso di procedere con una ablazione ventricolare combinata endocardica ed epicardica.

Una procedura di elevatissima specializzazione che ha reso necessario il ricorso alla circolazione extracorporea.

Durante la procedura, la macchina cuore-polmone ha temporaneamente sostituito la funzione cardiaca e respiratoria, garantendo perfusione e ossigenazione agli organi vitali.


«Questo intervento rappresenta l’esempio concreto di cosa significhi integrazione reale tra Cardiochirurgia e Cardiologia» afferma il professore Patanè. «La complessità del substrato aritmico ha richiesto un approccio combinato endocardico ed epicardico, reso possibile dall’utilizzo della sala ibrida e da una pianificazione condivisa sin dalle prime fasi decisionali» sottolinea il professor Andò. L’Elettrofisiologia moderna non può più essere considerata un ambito isolato: l’integrazione reale e operativa con Cardiochirurgia e Cardiologia è il valore aggiunto per affrontare con successo i casi più complessi» conclude il professore Taormina.