26 febbraio 2026 - Aggiornato alle 14:35
×

Buco legislativo

Bici elettriche, a Palermo oltre cento multe al mese

Dopo le sanzioni i mezzi tornano a circolare per le strade

26 Febbraio 2026, 11:37

11:39

1623507473625_1623665447637

Bici elettriche

Seguici su

Sfrecciano a velocità elevate e fanno slalom tra i passanti come se fossero birilli da schivare, mettendone in pericolo l'incolumità: se da un lato aumentano i sequestri degli scooter elettrici, dall'altro non c'è nessuna punizione per i 'finti ciclisti'. Sembra esserci infatti una falla nella legislazione, cosicché continuano a circolare senza regole: i mezzi sono privi di targa e guidati spesso da minorenni.

Ogni settimana stando ai numeri forniti dalla Polizia municipale vengono elevate dalle 25 alle 30 multe, ma al momento del sequestro non potendo sottrarre il mezzo, ci si affida alla coscienza del ciclista: il risultato è nullo. «L’articolo 213 del Codice della strada prevede che l'organo di polizia sequestri il mezzo, affidandolo al proprietario o conducente come custode, obbligato a tenerlo in luogo privato: ma sappiamo che questo non avviene», spiega il comandante della polizia municipale Angelo Colucciello.

Il centro della questione verte sulle difficoltà di identificare questi mezzi: ciò è complicato perché, afferma Colucciello, «manca un riferimento univoco come la targa. Restano solo il numero di telaio o il numero di serie del modello, che però non permette un’identificazione. Di conseguenza si arriva spesso alla situazione paradossale di sequestrare e poi, di fatto, dover nuovamente sequestrare mezzi già sottoposti a sequestro. Ecco perché continuiamo a vedere circolare biciclette e motorini».

La Consulta della Bicicletta è tornata a denunciare il fenomeno sollecitando le istituzioni a intervenire con urgenza. Questi mezzi circolano senza necessità di patente e casco: inoltre nella maggior parte dei casi, vengono modificati al punto che la loro velocità può arrivare fino ai 20 chilometri all’ora. L’organismo consultivo ha inviato una nota al prefetto «affinché si proceda con urgenza all’adozione di adeguate misure di prevenzione e controllo, al fine di arginare questo fenomeno».

Comportamenti pericolosi si manifestano anche all’interno delle aree pedonali, ignorando la presenza delle forze dell’ordine. Una situazione che secondo la Consulta sta generando nell’opinione pubblica sentimenti di generica avversione nei confronti della mobilità ciclistica, alla quale questi mezzi vengono erroneamente associati. «Proponiamo una specifica azione educativa attraverso una campagna di informazione in tutte le scuole di ogni ordine e grado del Comune, affinché chiarisca che tali mezzi non possono circolare sulle strade pubbliche né tantomeno nelle aree pubbliche», sottolinea la Consulta.

Si tratta, spiegano dal Comando di polizia municipale, di un problema che richiederebbe una modifica legislativa: «Questi mezzi sono spesso guidati, oltre che da minorenni, da coloro che non hanno la patente o che l’hanno ritirata, talvolta anche per commettere reati».