Il caso
Corriere della droga a un passo dalla "scarcerazione" per un ritardo di trasmissione atti, il pm emette un secondo fermo
Il panamense è accusato di aver trasportato 44 chili di cocaina a Catania. E per la procura c'è stato anche un tentativo di depistaggio delle indagini
Un ritardo nella trasmissione degli atti fra il Tribunale del Riesame e l'ufficio di Procura ha fatto scattare l'inefficacia dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nei confronti del panamense arrestato dalla squadra mobile di Catania, a inizio mese, con l'accusa di aver trasportato quarantaquattro chili di cocaina all'interno di un Opel Mokka dotata di un vano sottofondo. Per gli investigatori creato ad hoc per far viaggiare indisturbati grossi carici di droga. Il difensore dell'indagato, l'avvocato Carmelo Speranza, ha impugnato l'ordinanza del gip Anna Maria Cristaldi che aveva convalidato l'arresto ed emesso, così come aveva richiesto il pm Alberto Santisi, il provvedimento cautelare in carcere nei confronti del 31enne. Ma il Riesame, ieri, ha dovuto acclarare l'errore tecnico che ha determinato - per legge - l'inefficacia della misura in carcere e accogliere l'istanza del legale. Ma poco dopo che è stata notificata la decisione del Riesame all'indagato recluso a piazza Lanza, è arrivato un altro decreto di fermo emesso dal pm Santisi appena è stato informato dell'inefficacia della misura determinata dal ritardo della trasmissione degli atti.
Per la procura di Catania, infatti, sussiste nei confronti dell'uomo - un panamense "fantasma" a Catania - un forte pericolo di fuga. Chi infatti lo ha "assoldato" per il trasporto dei 44 chili di cocaina avrebbe gli strumenti per fornirgli supporto per poter lasciare la città e, quindi, sfuggire alle indagini. L'arresto nei confronti dell'uomo è arrivato dopo un'operazione della polizia alla zona industriale. Grazie a una "soffiata" gli investigatori avevano saputo che sarebbe arrivato un grosso carico di cocaina da consegnare a dei catanesi. E così è stato predisposto un servizio di controllo apposito: da lì gli agenti hanno notato lo straniero - già conosciuto poiché fermato il mese prima a contrada Cuba a Misterbianco sempre per motivi di droga - che armeggiava in macchina. Il panamense appena si è accorto della presenza delle forze dell'ordine è fuggito speronando l'auto della polizia. L'inseguimento è proseguito fino a San Cristoforo dove l'uomo ha deciso di abbandonare l'Opel e scappare facendo perdere le sue tracce. I poliziotti hanno perquisito l'automobile rinvenendo i 44 chili di cocaina, che è stata sequestrata, ma hanno anche trovato un borsello con documenti e cellulare. Così hanno scoperto che la compagna del panamense aveva nel pomeriggio fatto una denuncia di furto dell'automobile. I poliziotti hanno chiamato la donna e l'uomo con la scusa della restituzione di macchina ed effetti personali. L'alibi ben congegnato dalla coppia però non ha convinto gli investigatori e il pm che ha emesso il fermo, poi eseguito e convalidato dal gip. Ieri la procura ha dovuto emettere un altro fermo per poter arginare l'errore della trasmissione degli atti. Il provvedimento dovrà nuovamente passare al vaglio del gip.