Da Catania
«Appello inammissibile»: il processo sui progetti sanitari pilotati migra (definitivamente) a Palermo
Lo scandalo fra politica e sanità di tre anni fa. Un interrogativo: ci saranno effetti nelle decisioni già prese con i riti alternativi?
Il tribunale di Palermo
«L'appello della procura di Catania è inammissibile». La Corte d'Appello etnea mette un punto sulla questione di competenza territoriale del processo scaturito dall’ operazione “Psn” che tre anni fa creò uno scandalo giudiziario fra sanità e politica. Gli atti vanno alla procura di Palermo. Che dovrà riavvolgere il nastro e poi "ripristinare" il possibile dibattimento. L’inchiesta è quella condotta dai carabinieri di Catania che attraverso una serie di intercettazioni ricostruirono un presunto “sistema” di corruzione e turbative per piazzare i candidati prescelti a capo di alcuni progetti sanitari finanziari con fondi pubblici (su disposizione degli assessorati regionali) e attivati al Policlinico e al Garibaldi di Catania.
L'appello è stato proposto dalla Procura di Catania avverso la sentenza del primo ottobre scorso «con cui il Tribunale collegiale di Catania dichiarava la propria incompetenza territoriale in favore del Tribunale collegiale di Palermo e disponeva la trasmissione degli atti alla Procura di Palermo». Il pm etneo invocava «l'annullamento della gravata sentenza e, previa dichiarazione di competenza del Tribunale di Catania, la restituzione degli atti per la prosecuzione del processo». Ma la Corte rileva «che, in applicazione del principio di tassatività dei mezzi di impugnazione, la sentenza dichiarativa dell'incompetenza non è impugnabile in quanto, non essendo attributiva della competenza, può solo dare luogo a un conflitto di competenza». Nulla da fare, quindi. Il processo dovrà celebrarsi a Palermo.
Una domanda, finale, da non addetta ai lavori: questa sentenza avrà delle ripercussioni sulle decisioni (alcune già definitive) sancite dai riti alternativi?
