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la polemica

Palasport Daidone, primo round ai Trapani Shark: il Tar sospende lo sgombero dei beni

Tutto congelato in attesa del giudizio di merito alla fine del prossimo mese

26 Febbraio 2026, 19:53

 Palasport Daidone, primo round ai Trapani Shark: il Tar sospende lo sgombero dei beni

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Arriva un primo provvedimento nella complessa vicenda che vede contrapposti la società sportiva Trapani Shark e il Comune di Trapani in merito alla gestione del "Palazzetto dello Sport Ettore Daidone". Con un decreto monocratico d'urgenza il presidente della Prima Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Salvatore Veneziano, ha accolto l'istanza cautelare presentata dal club sportivo, congelando le tempistiche perentorie imposte dall'amministrazione cittadina.

La contesa legale scaturisce dalla Determinazione Dirigenziale emanata lo scorso 9 febbraio 2026 dal Comune di Trapani, con la quale l'Ente aveva dichiarato la risoluzione, la decadenza e la revoca della concessione per la riqualificazione e la gestione dell'impianto sportivo, originariamente stipulata il 6 ottobre 2023. All'atto amministrativo era seguita, nella stessa giornata del 9 febbraio, l'immediata immissione in possesso della struttura da parte del Comune, culminata con l'apposizione dei sigilli al fine di garantire la custodia e la conservazione dei beni mobili non di proprietà comunale presenti all'interno.

Di fronte a questa azione, i legali dei Trapani Shark, gli avvocati Gennaro Terracciano e Benedetta Piazza, si sono rivolti d'urgenza al TAR per chiedere l'annullamento e la sospensiva del provvedimento, lamentando una situazione di "estrema gravità ed urgenza". Il nodo cruciale sollevato dalla difesa riguardava la mancata chiarezza sulla consistenza dei beni di proprietà del club (o ad esso riferibili) rimasti bloccati all'interno del palazzetto. Questa indeterminatezza, secondo i legali, avrebbe irrimediabilmente pregiudicato ogni futura possibilità di quantificare i rispettivi crediti e debiti tra le parti all'esito del processo.

Il Presidente del TAR ha ritenuto pienamente fondate le ragioni della società sportiva. Con il suo decreto, il giudice ha stabilito che al rischio denunciato si può ovviare procrastinando il termine di 15 giorni inizialmente previsto dal Comune per liberare la struttura. L'efficacia di tale termine è ora ufficialmente sospesa fino al 24 marzo 2026, data in cui è stata fissata l'udienza in camera di consiglio per la trattazione collegiale della vicenda.

Fino a quella data, l'onere e la responsabilità di vigilare sull'impianto restano fermamente in capo all'amministrazione comunale. Inoltre, il decreto fissa una regola chiara e garantista per la gestione del materiale: la società Trapani Shark potrà prelevare i propri beni dall'interno del Pala Daidone solo ed esclusivamente previa redazione di un apposito inventario, che dovrà essere formalmente sottoscritto da entrambe le parti in causa.

Il prossimo appuntamento per dirimere questa delicata gestione sportiva e amministrativa è dunque rimandato alle aule del tribunale a fine marzo.