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la svolta

Mondello, dopo 117 anni finisce l'era della Italo Belga. Ora concessioni brevi fino all'approvazione del nuovo piano delle spiagge

Revoca della Regione allo stabilimento. L’inchiesta sui legami della società con il boss Genova. Dalla denuncia di La Vardera (che esulta) al dossier dell’Antimafia

27 Febbraio 2026, 07:30

Mondello Italo Belga

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Quello che per generazioni i palermitani hanno considerato un dogma incrollabile, una di quelle certezze destinate a restare immutate come l'attesa del ponte sullo Stretto, è crollato. Dopo oltre cento anni, la spiaggia di Mondello non è più in concessione alla società Italo Belga. La revoca arriva con il decreto n. 384 firmato dal dirigente del dipartimento Ambiente della Regione, Calogero Beringheli.

Le controdeduzioni della società non hanno convinto gli uffici, che parlano di violazioni e inadempienze. La gestione, secondo la ricostruzione, sarebbe stata affidata in parti rilevanti a soggetti terzi. Nel decreto entra anche Mida, uno dei nomi più riconoscibili del litorale. La Regione ricostruisce che l’autorizzazione che permetteva di affidargli bar e ristorazione scadeva il 31 dicembre 2023. Dopo quella data, si legge nel provvedimento, i servizi sono andati avanti senza una nuova autorizzazione.

Ma nel fascicolo pesa anche il capitolo antimafia. Dagli accertamenti è emerso che attività essenziali sono finite a una ditta esterna, la G.M. Edil, con legami di parentela con il boss Salvatore Genova. Un controllo della Prefettura ha inoltre segnalato 21 dipendenti con legami familiari riconducibili alla criminalità dell’area di Resuttana.

Il Comune ha già acquisito le osservazioni del dipartimento e, in questa fase, può rilasciare concessioni brevi a eventuali nuovi gestori per non lasciare la spiaggia senza servizi, in attesa che il Consiglio comunale chiuda il percorso del Pudm, il piano che mette ordine sull’uso del litorale.

«L’assessorato ha agito con la schiena dritta e senza alcun timore – ha dichiarato l’assessore regionale al Territorio, Giusi Savarino – supportato dall’Avvocatura dello Stato per garantire la massima correttezza legale».

«Oggi si scrive la storia con la parola fine – ha detto Ismaele La Vardera, il deputato che da quasi un anno porta avanti questa battaglia – vince lo stato di diritto e quella Sicilia che dice no ai soprusi». La miccia si era accesa nell’estate del 2025 con le polemiche sui tornelli e sulle recinzioni che impedivano il libero passaggio verso il mare. Da lì erano partiti controlli, ispezioni e interrogazioni che avevano svelato un sistema di gestione ormai non più in linea con le leggi attuali. In questo contesto si inserisce anche la complessa gestione dei vari stabilimenti, come il noto Mida e le altre strutture sul litorale.

La Italo Belga al momento non entra nel merito. In una nota si legge «la Società non ha ricevuto alcuna notifica formale del provvedimento e non è stato possibile prenderne visione nella sua versione integrale. Non appena il decreto sarà disponibile – ha detto – provvederà a esaminarlo con i propri legali e ad adottare ogni iniziativa a tutela dei propri diritti e della propria posizione nelle sedi competenti, incluse le impugnazioni previste e l’apertura della fase contenziosa».

Nel frattempo La Vardera ha lanciato un invito a tutti i palermitani: l’appuntamento è per sabato davanti al Charleston per un bagno collettivo nella spiaggia "libera".