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a paternò

«Ci vuole Hitler con i forni crematori», la frase choc dell'autista di Fce davanti alla protesta di un utente

Autista non fa salire un passeggero, che prova a bloccare l’autobus: bagagli travolti. Da un collega alla fermata insulti razzisti all’uomo

27 Febbraio 2026, 07:43

«Ci vuole Hitler con i forni crematori», la frase choc dell'autista di Fce davanti alla protesta di un utente

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È destinata a far discutere la storia accaduta alla fermata di un autobus della Ferrovia Circumetnea, a Paternò. A raccontarla sui social, una studentessa universitaria: mercoledì mattina stava aspettando il bus rapido per Catania delle 7,45, alla fermata di via Stazione. Con lei altre persone e tra loro anche uno straniero, molto probabilmente un nordafricano (sono tanti in questo momento a Paternò per la campagna agrumicola), con bagaglio al seguito.

Arrivato il bus, i viaggiatori sono in fila e stanno salendo sul mezzo, fino a quando l’autista chiude le porte, segno che non farà più salire nessuno. Un atteggiamento che per quell'ora è prassi quando il bus è pieno, visto che i rapidi diretti a Catania sono due e quando il primo si riempie l'autista, come da regolamento, blocca i viaggiatori. Lo straniero però non lo sa e non capisce cosa sta accadendo, bussa alla bussola del mezzo e chiede spiegazioni all’autista che, come racconta la ragazza, lo ignora. Il viaggiatore insiste, continua a bussare, fa segno all’autista mostrando l’orologio, dall’altra parte non ottiene risposta. L’autista sta per spostare il mezzo, quando lo straniero si piazza davanti al bus per non farlo partire. Le altre persone alla fermata guardano sbigottite, qualcuno se la prende con il giovane perché non vuole arrivare in ritardo a Catania. Il mezzo si muove, schiaccia i bagagli dello straniero, intanto arrivano altri dipendenti della Fce.

«Arrivano altri autisti – scrive la studentessa sui social -. Uno di loro si avvicina al gruppetto fermo alla fermata ed esclama a gran voce: “continuate a votare Pd!. Qui ci voleva Hitler, con i forni crematori, altro che Mussolini…”». Frasi che, se fossero confermate, sarebbero molto gravi.

«Condanniamo con forza le parole, se sono state realmente proferite in quei termini, da un nostro dipendente – evidenzia il direttore generale di Fce, Salvo Fiore -. Sono assolutamente ingiustificabili. Per quanto riguarda il comportamento dell’autista, invece, ha seguito scrupolosamente il regolamento che vieta di far salire passeggeri in misura eccedente i posti a sedere. Tra l’altro, quotidianamente, si vivono casi di grande inciviltà, con passeggeri che vorrebbero viaggiare senza ticket o che vorrebbero salire sul bus anche quando questo non è possibile».