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La «disastrosa» gestione dell'acqua della Servizi idrici etnei: perdite non riparate, bollette errate e caos
I Comuni di Giarre e Riposto sul piede di guerra. Ma sono solo gli ultimi casi di problemi che col nuovo gestore si registrano in tutta la provincia
Ci sono voluti cinque giorni di acqua potabile riversata sull'asfalto prima che il "ruscello urbano" di via Silvio Pellico a Giarre tornasse a essere una normale strada cittadina. Dallo scorso venerdì, una lacerazione alla tubazione idrica primaria - l'arteria che serve un vasto agglomerato della città - aveva trasformato la zona in un simbolo dello spreco idrico. Il guasto di via Pellico non è stato solo un problema tecnico, ma il sintomo di un cortocircuito burocratico.
Il disservizio si è consumato nel delicato passaggio di gestione del servizio idrico, transitato da circa tre mesi dal Comune alla Sie (Servizi Idrici Etnei). L’assessore Leo Patanè, d’intesa con il sindaco Leo Cantarella, non ha nascosto l'irritazione per i tempi di reazione del gestore. L’amministrazione giarrese ha minacciato la diffida formale alla Sie e di sottoporre la questione al presidente dell’Ati, Fabio Mancuso. L'obiettivo è chiaro: pretendere un servizio di manutenzione che sia "efficiente e tempestivo".
Le criticità sembrano essere sistemiche e non isolate al solo territorio giarrese. A Riposto, anche il sindaco Davide Vasta ha rotto gli indugi inviando una formale diffida alla società. Da quando la Sie ha preso in carico il servizio (a Riposto dallo scorso novembre), il comune marinaro lamenta una gestione definita "disastrosa".
Nella missiva il primo cittadino ripostese evidenzia numerosi disservizi: mancata lettura dei contatori con conseguente emissione di bollette errate, ritardi nella riparazione dei guasti alla rete idrica e fognaria, difficoltà e lentezze nel rilascio delle autorizzazioni allo scarico, mancata presa in carico del depuratore consortile, ritardi nella voltura delle utenze, oltre all’assenza di un front office e di un adeguato canale di comunicazione con cittadini e istituzioni.
Criticità che sono state al centro di un acceso confronto nel corso dell’assemblea dei sindaci dell’Ato Idrico, dal quale è emerso che i disservizi non riguardano soltanto Riposto, ma interessano numerosi Comuni della provincia coinvolti nel passaggio di gestione. Una situazione che sta generando malcontento diffuso in molte realtà locali.
«Dall’assemblea è emerso chiaramente che i problemi sono generalizzati - aggiunge il sindaco - e la maggior parte dei colleghi si è detta pronta a intraprendere ogni azione necessaria nei confronti della società, qualora non si registri un immediato cambio di passo. La tutela dei cittadini viene prima di tutto».



