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polizia locale

Catania, l'autocarrozzeria abusiva "regno" dei rifiuti pericolosi e dei veicoli rubati

L'attività è stata sequestrata e il titolare denunciato per reati ambientali

27 Febbraio 2026, 12:33

Catania, l'autocarrozzeria abusiva "regno" dei rifiuti pericolosi e dei veicoli rubati

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Nella zona Collina Primosole, all’interno di una vasta area a fondo sterrato, agenti della Sezione Ambientale della Polizia Locale di Catania, impegnati in una mirata attività di contrasto agli illeciti in materia ambientale, hanno individuato un’attività abusiva di autocarrozzeria e verniciatura gestita da un uomo di 63 anni, priva di iscrizione al registro delle imprese artigianali e sprovvista della prescritta segnalazione certificata di inizio attività al Comune.

L’intervento ha fatto emergere un quadro particolarmente preoccupante sotto il profilo del rispetto delle normative ambientali. Nello spazio antistante l’officina, su terreno non impermeabilizzato, erano depositati rifiuti speciali e pericolosi quali batterie esauste, parti meccaniche, componenti elettriche, un fusto contenente olio esausto e numerosi pneumatici fuori uso. La gestione dei materiali avveniva in totale assenza delle necessarie cautele a tutela del suolo e dell’ambiente circostante.

All’interno dell’area risultavano inoltre parcheggiate o meglio ammassate una ventina di autovetture in attesa di riparazione. Dagli accertamenti eseguiti nell’immediatezza dei fatti è emerso che due dei veicoli presenti risultavano provento di furto.

Al termine delle operazioni di verifica si è proceduto al sequestro preventivo dell’intera area e di tutta l’attrezzatura utilizzata e alla denuncia del gestore per i reati ambientali e di ricettazione presuntivamente perpetrati. Contestata inoltre una sanzione amministrativa di 6.000 euro per esercizio abusivo dell’attività.

Le indagini, come riferito dal Comandante Peruga, dal Vice Blasco e dal Commissario Lizzio, proseguiranno per identificare i proprietari dei veicoli presenti al momento del controllo e accertare se fossero consapevoli dell’illegalità dell’attività o se siano stati indotti a rivolgersi all’officina attratti da tariffe presumibilmente inferiori a quelle di mercato.