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Dopo la frana di Niscemi 600-700 persone rientreranno a casa, il sindaco: «Siamo nella fase post emergenza»
Oggi il capo della protezione civile Fabio Ciciliano ha tenuto in Comune una riunione operativa
Nelle prossime ore, il Comune di Niscemi emetterà i provvedimenti per il rientro nelle rispettive abitazioni dei nuclei familiari che prima della frana vivevano nella fascia dei cento metri che è stata ridotta dai 150 metri iniziali. Il neo commissario per l'emergenza Fabio Ciciliano parla di 600-700 persone. Gli sfollati per ora sono 1540. «Al momento non abbiamo un dato ufficiale, certamente saranno centinaia di nuclei familiari - dice il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti - stiamo lavorando alla riperimetrazione sulla base della relazione portata dal commissario Ciciliano, che si è ufficialmente insediato oggi, a seguito di provvedimento del governo nazionale».
«Stiamo lavorando a una nuova fase, non più quella dell'emergenza ma la costruzione di una fase post-emergenza» ha detto il sindaco Conti dopo una lunga riunione tecnica con la struttura del commissario per l'emergenza frana cui ha partecipato il capo della protezione civile Fabio Ciciliano. «Quello che conforta è che il ciglio della frana si è fermato nel centro abitato, non c'è più attività di arretramento - aggiunge Conti - Ci sono movimenti ma a valle e che non riguardano l'area urbana. Ai cittadini stiamo dando le risposte necessarie».
La zona rossa di Niscemi, quella che era stata evacuata dopo la frana, sarà ridotta. Dal precipizio arriverà fino a 100 metri. Lo ha annunciato il capo della protezione civile Fabio Ciciliano dopo la riunione nella sede del Comune della cittadina siciliana. Alla riunione hanno partecipato il sindaco Massimiliano Conti, forze dell'ordine, vigili del fuoco e funzionari della protezione civile siciliana.
«Tutti i provvedimenti sulla nuova delimitazione della zona rossa - ha aggiunto Ciciliano - sono stati notificati al sindaco che dovrà da subito attuarli. Il monitoraggio della frana, ha detto il capo della protezione civile, continua. Dagli accertamenti tecnici condotti il ciglio della frana tende ad arretrare sempre più lentamente.»
E intanto, a margine di un evento nel Catanese, sono arrivate le rassicurazioni del ministro per la Protezione civile e Politiche del mare Nello Musumeci. «Io credo che i niscemesi non abbiano bisogno di visite, ne hanno già avute abbastanza. È venuto per noi il presidente del consiglio, e basta. Io mi sono preoccupato di provvedimenti, ho messo a disposizione del governo, e quindi di Niscemi 150 milioni che erano destinati alla prevenzione, ma li ho dirottati ben volentieri. Ho chiesto al capo dipartimento, che è il commissario, di darci il cronoprogramma nel più breve tempo possibile - ha aggiunto - speravo in 30 giorni ma lui dice che ce ne vogliono 60 e quindi il governo c'è e sta lavorando con tutto l'impegno possibile sul fronte frana».
«Naturalmente - ha osservato Musumeci - bisogna capire dai tecnici quali saranno i processi evolutivi di questo movimento franoso. Se si arresta, quali case possono essere recuperate e, lasciatemi dire - ha proseguito il ministro - vorrei anche chiedere se quelle case che abbiamo visto crollare in fondo al burrone erano le stesse case che dovevano essere demolite trent'anni fa. Questo ancora non l'ho capito bene, ma nei prossimi giorni credo che sarà tutto più chiaro». I cittadini di Niscemi non saranno lasciati soli - ha concluso - c'è uno stanziamento sufficientemente congruo per consegnare a ognuno il diritto a tornare alla serenità».
«Più che un mese fa, direi trent'anni fa, come adesso, la frana a Niscemi. Attenzione, non copriamo trent'anni di inefficienza, io l'ho detto al Parlamento. Ognuno di quelli che hanno governato la Regione, le prefetture, il Comune di Niscemi, gli uffici del genio civile, ha il dovere di dire quello che ha fatto e quello che non ha fatto, quello che poteva fare e quello che non poteva fare. Come sapete su questa vicenda della frana - ha aggiunto - io mi sono dato la regola di non parlare perché è in corso un'indagine della magistratura ma sono convinto che anche allora, nel '97, gli effetti della frana siano stati sottovalutati. È passato, è passato, non ci fa niente. Si dice sempre così dalle nostre parti - ha evidenziato Musumeci - e non si è capito che le frane non passano, le frane si complicano soprattutto se in quella parte di territorio continuiamo a buttare acque bianche, acque nere e continuiamo a lasciare un peso antropico insostenibile».