bomba ecologica
Veleni a pochi passi dall'ospedale: al via i test sui terreni dell'ex discarica di contrada Consolida
Dopo 15 anni di attese parte la caratterizzazione: primo passo verso la bonifica
Si potrà finalmente fare chiarezza sulle condizioni dell'ex discarica comunale di contrada Consolida, quella che potrebbe essere una vera e propria bomba ecologica dimenticata nelle campagne intorno ad Agrigento.
Nei giorni scorsi il Municipio ha infatti incamerato il progetto di realizzazione delle attività di campionamento ambientale che sottoporranno ai “raggi x” l’area che si trova ad alcune centinaia di metri in linea d’aria dall’ospedale San Giovanni di Dio e dal centro direzionale Asi.
Un intervento che Palazzo dei Giganti potrà realizzare grazie ad un finanziamento da oltre 174mila euro intercettato nel 2024 con uno scopo preciso, cioè l’esecuzione delle indagini preliminari e della caratterizzazione dei terreni alla caccia di sostanze inquinati.
L’ex discarica, operativa fino agli anni '90 e oggetto di attenzioni - anche giudiziaria - per i rischi ambientali connessi alla presenza di enormi quantità di rifiuti sotterrati nel tempo senza particolari cautele, è sotto la lente del Comune da almeno 15 anni, cioè da quando la Polizia provinciale intervenne per la prima volta sui luoghi rilevando come l’enorme quantità di percolato prodotta dall’impianto ormai “morto” rischiasse di inquinare gravemente l’ambiente.
Nel 2015, audita dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti il sostituto procuratore dell’epoca, Antonella Pandolfi, spiegò ai deputati che la Procura si stava attivando sul tema, e si stava «cominciando a lavorare sulla gestione post mortem della discarica di contrada Consolida», anche se di quelle indagini nulla si è più saputo forse anche perché tutti i reati che si sarebbero potuti eventualmente contestare sarebbero stati in larghissima parte prescritti perché compiuti oltre 20 anni prima.
La gestione di quanto rimaneva della discarica – che è a tutti gli effetti una creatura “viva” e necessita di numerosi accorgimenti - si è fronteggiato per anni con interventi "tampone" per evitare che i liquami, gravemente inquinanti, raggiungano il vallone Consolida e i fiumi. Vennero realizzate canalette e vasche di raccolta che venivano periodicamente svuotate ma si iniziò anche la caccia alla possibile fonte di tanto liquame (a lungo si è ipotizzato una rottura idrica che irrorasse i cumuli di rifiuti).
Adesso queste risorse consentiranno appunto di effettuare le indagini preliminari e della caratterizzazione, valutare le condizioni ambientali e la tipologia di sostanze potenzialmente presenti nel terreno: passi preliminari per un eventuale progetto di bonifica complessiva dell'area, per realizzare il quale però serviranno diversi milioni di euro e soprattutto un vasto progetto di bonifica e rinaturalizzazione dell’area. Soprattutto si potrà, finalmente, dare una risposta a tutti coloro che chiedono verità e sicurezza.
Situazioni come quelle di Consolida, comunque, non sono esattamente isolate. In provincia esistono decine di ex discariche comunali dismesse.