28 febbraio 2026 - Aggiornato alle 10:29
×

il caso

“Mercato del giovedì” , un declino senza fine

L’area di via Fratelli Giuffrida a Giarre non piace agli operatori che sono scesi da 200 a 50

28 Febbraio 2026, 07:15

“Mercato del giovedì” , un declino senza fine

Seguici su

C’era una volta il “mercato del giovedì di Giarre”, un appuntamento che negli Anni ’90 trasformava il viale Federico II di Svevia in un formicaio pulsante di vita. Oltre 200 stalli, migliaia di avventori da tutto l’hinterland e un’atmosfera da fiera permanente.

Oggi, di quel ricordo glorioso, resta ben poco: il mercato settimanale sembra intrappolato in una spirale di declino che neanche l’ultimo trasloco in via Fratelli Giuffrida è riuscito a spezzare. Il cammino verso l’attuale crisi è segnato da una serie di spostamenti che hanno progressivamente sfilacciato l’identità del mercato.

Dalle storiche postazioni del viale Federico II si è passati alle aree decentrate di via Sada, poi al sito a ridosso di piazza Ragusa, fino a giungere, quasi tre anni fa, nella sede di via Giuffrida. Se in una prima fase la vicinanza ai megastore di corso Messina e la facilità di parcheggio avevano illuso su una possibile rinascita, oggi i numeri parlano chiaro: degli oltre 200 operatori di un tempo, ne restano appena 50.

Una “resistenza” che si concentra esclusivamente nel lato Sud-Ovest dell’area, all’ombra di un supermercato. L’attrattività del sito è ai minimi storici, e le ragioni non sono solo commerciali. L’area mercatale si presenta oggi con un biglietto da visita decisamente poco invitante. Il manto stradale ridotto ai minimi termini con la presenza di enormi buche.

Sterpaglie incolte e segnaletica ormai inesistente o illeggibile completano il quadro. Gli stalli eccessivamente ravvicinati e le corsie destinate al transito dei cittadini risultano inadeguate. Oltre al degrado interno, il “mercato del giovedì” continua a rappresentare una spina nel fianco per la viabilità cittadina.

Nelle ore di punta, tra le 12 e le 14, corso Messina si trasforma regolarmente in un imbuto. Sullo sfondo criticità note: la affollamento di autobus, la piena attività del vicino mercato ortofrutticolo e l’assenza di un presidio costante della polizia locale.

A distanza di tre anni dall’ultimo “esperimento” di via Giuffrida, è evidente che la sola collocazione geografica non basta. Senza interventi strutturali sul decoro dell’area e una gestione più rigorosa dei flussi viari, il “mercato del giovedì” rischia di scivolare definitivamente verso l’irrilevanza.