tragedia sfiorata
S’indaga sulle cause del rogo nel palazzo di Giarre
Necessari accertamenti tecnici, intanto il 43enne è stato estubato: interdetti solo il secondo e terzo piano
Hanno trascorso la notte da parenti e amici e qualcuno anche in qualche b&b della città i 24 nuclei familiari sfrattati dall'incendio divampato giovedì mattina nel complesso edilizio di corso Matteotti, in pieno centro a Giarre.
Ma l'emergenza con i suoi disagi dovrebbe essere nelle fasi conclusive. Già dalle prime luci di ieri mattina sono scattate le operazioni di messa in sicurezza nel palazzo di sei piani dell'area urbana attorno al viale Libertà. Le squadre d'intervento incaricate dall'amministratore condominiale hanno lavorato alacremente per ripristinare l'energia elettrica nelle aree non colpite direttamente dal fuoco, rimuovere i detriti e aspirare l'acqua che ha invaso il vano scale durante le operazioni di spegnimento. Un ingegnere strutturista ha effettuato i rilievi necessari. Sembra ormai certo che gli appartamenti del secondo e terzo piano rimarranno interdetti a lungo per gravi motivi di sicurezza, mentre gli altri condomini nelle prossime ore potranno rientrare a casa. Frattanto, rientrata l'emergenza per gli intossicati - una decina di inquilini - rimangono, invece, preoccupanti le condizioni del 43enne proprietario dell'immobile devastato dal rogo condotto in codice rosso dal 118 al "Cannizzaro" di Catania.
L'uomo, nel tentativo di salvare il proprio cane, impavido ha affrontato il fuoco. Il cane purtroppo è stato avvolto dalle fiamme, la sua carcassa carbonizzata è stata poi individuata e recuperata dai vigili del fuoco. Tuttavia per l'inquilino, che era stato intubato per avere inalato i vapori tossici della combustione, ieri mattina è arrivato il primo segnale positivo: il miglioramento della funzionalità respiratoria ha permesso ai medici di estubarlo. Sebbene rimanga ancora sotto stretta osservazione nel reparto di Rianimazione, il quadro clinico sembra volgere verso una cauta stabilità. Mentre l'emergenza sanitaria per gli altri condomini intossicati è fortunatamente rientrata, carabinieri e vigili del fuoco lavorano senza sosta per risalire all'origine del rogo. Da un lato si valuta l'ipotesi accidentale: un elettrodomestico lasciato acceso o un corto circuito, mentre i proprietari dell'immobile distrutto non escludono scenari diversi, ipotizzando che qualcuno possa avere versato del liquido infiammabile all'interno dell'appartamento. Solo approfonditi accertamenti tecnici e i rilievi potranno fugare ogni dubbio sulla natura del disastro.