il caso
Protezione Civile al collasso: «Solo in cinque e senza mezzi»
Il Comune ammette le difficoltà: cinque addetti devono gestire indennizzi, prevenzione e calamità. Mentre il nuovo Piano di emergenza attende l'approvazione, la città scopre di non avere camion né escavatori propri per gli interventi urgenti
Cinque dipendenti, nessun mezzo proprio e impossibilità di garantire turni di reperibilità. È la fotografia della Protezione civile comunale di Siracusa che emerge dalla risposta all’interrogazione presentata dai consiglieri Paolo Cavallaro e Paolo Romano di Fratelli d’Italia.
A firmare la replica è il capo servizio Michele Dell’Aira. L’ufficio può contare su cinque unità oltre al dirigente. Lo stesso personale si occupa delle pratiche di indennizzo per calamità, della prevenzione e della gestione delle emergenze. Un numero ritenuto insufficiente: da anni, viene spiegato, si chiede un potenziamento dell’organico. Con l’attuale dotazione non è possibile istituire turni di reperibilità. Non va meglio sul fronte dei mezzi. Il settore non dispone di mezzi meccanici e, in caso di necessità, può solo coordinare interventi esterni in somma urgenza. Per le emergenze restano attivi due numeri telefonici, insieme alla sala radio della Polizia municipale.
Le procedure vengono attivate dal dirigente, sentiti sindaco e assessore, in base al tipo di rischio. L’aggiornamento del Piano di protezione civile sarebbe in fase di definizione e dovrebbe arrivare in approvazione entro un mese. Sulla distribuzione di brochure informative l’amministrazione sta ancora valutando: per il rischio meteo si ritiene più efficace comunicare in tempo reale tramite social e comunicati; diverso il discorso per rischi come quello sismico o industriale. Quanto alle mozioni già approvate dal Consiglio – esercitazione generale, emergenza incendi e aree di attesa – l’ufficio sostiene che un’esercitazione su larga scala richiederebbe mesi di preparazione e risorse che oggi non ci sono. Incendi e aree di emergenza, viene assicurato, sarebbero comunque sotto controllo. Per Cavallaro e Romano il quadro è «preoccupante».
La stessa risposta, osservano, certifica una struttura sottodimensionata e priva di copertura operativa adeguata. In caso di evento improvviso, avvertono, potrebbe non esserci personale sufficiente per attivare subito la macchina dei soccorsi. I consiglieri criticano anche la scelta di puntare quasi esclusivamente sui social per informare la popolazione.