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Controlli

La Guardia costiera al mercato Sant’Orsola: sequestrati 23 chili di pesce

Irregolarità su tracciabilità ed etichettatura, sanzioni per 1.500 euro. Donato in beneficenza il prodotto giudicato idoneo al consumo

27 Febbraio 2026, 20:30

La Guardia costiera al mercato Sant’Orsola: sequestrati 23 chili di pesce

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Operazione congiunta della Guardia costiera di Messina e del Dipartimento di prevenzione veterinaria dell’Asp peloritana al mercato rionale di Sant’Orsola, nella zona nord della città. L’attività, pianificata dalla Capitaneria di porto di Messina, è stata finalizzata alla tutela della risorsa ittica e al contrasto della pesca illegale.

I controlli hanno interessato la vendita, il trasporto e la commercializzazione dei prodotti ittici. Le squadre ispettive hanno operato nei principali punti di accesso all’area mercatale, estendendo le verifiche a diversi esercizi commerciali. Parallelamente, il personale del Dipartimento di prevenzione veterinaria ha effettuato accertamenti di polizia giudiziaria e ispezioni sanitarie sui prodotti esposti.

Nel corso delle verifiche sono emerse irregolarità relative alle modalità di presentazione e commercializzazione del pesce. In particolare, alcune partite sono risultate carenti delle indicazioni obbligatorie su provenienza, scadenza e tracciabilità, sia per prodotti freschi sia per quelli congelati, in violazione di quanto previsto dall’ordinanza del Ministero della Salute del 3 aprile 2002.

Tra le irregolarità riscontrate anche la presenza sui banchi di novellame di sarda, conosciuto come “bianchetto” o “neonata”, la cui pesca, commercializzazione e consumo sono vietati dalla normativa vigente per ragioni di sostenibilità ambientale e tutela dell’ecosistema marino.

Al termine dell’operazione sono stati elevati tre verbali amministrativi per un importo complessivo di 1.500 euro e disposti sequestri di diverse specie ittiche per un peso totale di circa 23 chilogrammi. A seguito delle ispezioni sanitarie, l’intero quantitativo sequestrato è stato giudicato idoneo al consumo umano e quindi devoluto in beneficenza a enti caritatevoli.