il caso
Palermo, le ombre che hanno cambiato Mondello: dai dubbi di infiltrazioni nella Italo Belga alle ipotesi sul futuro della spiaggia
La revoca della concessione dopo l'allarme: possibile una gestione provvisoria con concessioni da 90 giorni in attesa del Pudm
Per molti palermitani è il giorno della festa, il giorno dopo la “liberazione” dalla società Italo Belga, per altri è invece l’inizio della fine, del caos e dell’abbandono. Posizioni nettamente opposte, quelle che si scontrano da ieri su quello che sarà il futuro della spiaggia più famosa della città tra servizi da garantire, ricorsi annunciati e un piano comunale che ancora deve arrivare al voto finale.
Nel provvedimento di revoca firmato dal direttore generale del Dipartimento Ambiente Calogero Beringheli pesano due filoni. Da una parte l’idea che pezzi importanti della gestione siano stati affidati a soggetti esterni, dall’altra il capitolo antimafia, che negli ultimi mesi ha acceso i riflettori su chi lavora e opera dentro la concessione con pesanti evidenze. Il decreto recepisce infatti le conclusioni della Commisione antimafia Ars del 2025, che ha definito il “caso Mondello” la punta di un iceberg di un problema sistemico estendibile a tutta la Sicilia. La Commissione aveva denunciato gravi lacune normative, in particolare l'assenza di obblighi per controlli antimafia periodici su concessioni pluridecennali e la scarsa vigilanza sulle esternalizzazioni dei servizi, spesso affidati senza gare a ditte in odore di mafia. Per colmare questi vuoti, hanno chiesto di imporre verifiche ogni due o cinque anni e il rigido rispetto del Codice degli appalti per ogni sub-contratto. Adesso l’urgenza è la gestione della spiaggia. Il Comune ha acquisito le osservazioni regionali e adesso si guarda al Pudm che il Consiglio, nonostante le diverse richieste, non ha ancora ricevuto. Solo a quel punto si poranno avviare bandi da sei anni sulle aree liberate, prima del via libera definitivo della Regione. Senza quel voto, non si aprono le concessioni pluriennali. Nel frattempo però il litorale non può restare senza presidio e per questo l'amministrazione ricorrerà allo strumento delle concessioni brevi di 90 giorni. Una misura provvisoria che prevede l'assegnazione non tramite bando ma su istanza all’assessorato regionale alle Infrastrutture. Il futuro assetto di Mondello seguirà comunque i binari del Pudm già varato dalla giunta Lagalla, che prevede la divisione della costa in 14 lotti. La metà di queste aree sarà destinata a spiaggia libera, mentre l'altra metà potrà essere affidata a privati, con il vincolo, ancora oggetto di discussione tecnica tra Comune e Regione, di non superare i due lotti per singolo concessionario.
L'assessore all'Urbanistica Maurizio Carta ha confermato che gli uffici hanno già istruito le istanze e i contributi dei portatori di interesse presentati a fine gennaio. «Le concessioni temporanee sono una buona idea – dice il deputato Ismaele La Vardera – ma ho paura che diventi la regola e soprattutto che se non controllate in modo adeguato, possa solo cambiare il nome delle aziende. Va subito approvato il Pudm. L'obiettivo dell'amministrazione deve essere quello di evitare il caos nelle spiagge e garantire la stagione ai palermitani».