Operazione Khalipha
Il pericoloso commando con lo sciamano: ecco chi era il “palo”
Si attende la fissazione dell’udienza preliminare per i nove coinvolti nell’indagine
La procura è pronta a poter chiedere il rinvio a giudizio dei nove componenti del pericoloso commando di rapinatori che arrivarono a minacciare il proprietario di una villa di tagliargli un dito davanti alla figlioletta di pochi mesi e la moglie se non avesse indicato il luogo dove si trovavano le casseforti colme di soldi e preziosi.
L'operazione "Khalipha", scattata l'anno scorso, ha permesso di fare luce sul colpo messo a segno da alcuni criminali che avevano agganciato la preda fingendosi dei finanzieri che dovevano svolgere una perquisizione nella sua abitazione a Misterbianco. La vittima, che sarebbe stata "tradita" da una persona che conosceva, è stata anche brutalmente picchiata al volto per convincerlo ad aprire i caveau. Alla guida dei malviventi, da quello che è emerso dalle indagini dei carabinieri, ci sarebbe stato Alberto Caruso, che è il figlio illegittimo del boss Gaetano Laudani ucciso in un agguato mafioso oltre 30 anni fa.
Ma le indagini coinvolgono anche un'altra persona rispetto a quelle che furono arrestate nel blitz dei carabinieri. In carcere ci sono Domenico Aleo (che al Riesame ha fatto rivelazioni importanti), Alberto Caruso, Andrea Gaggegi, Khalipha Casse, Antonio Massimo Gambitta, Valentina Maugeri, Alessandro Sapiente e Gianfranco Sapiente.
Il nuovo nome è Vincenzo Gaetano Mazzone, che avrebbe avuto il ruolo di "palo" per la violenta rapina che si è consumata il 16 novembre 2024. L'indagato - si legge nel avviso di conclusione indagine notificato a novembre come anticipato da La Sicilia - avrebbe avuto il compito di sorvegliare l'abitazione della vittima per controllare dall'esterno l'arrivo di terzi soggetti ed eventualmente segnalarli ai complici.


