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in corte d’appello

“E' padre di fatto di quei bambini”, dai giudici stop all’espulsione di un irregolare

La sentenza che rivoluziona la giurisprudenza: non è necessario essere genitore biologico

27 Febbraio 2026, 23:53

“E' padre di fatto di quei bambini”, dai giudici stop all’espulsione di un irregolare

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Non è la sola genetica a fare un genitore, ma la cura quotidiana, la presenza e l'assunzione di responsabilità. È questo il principio giuridico sancito dalla Corte di Appello di Palermo, che ha segnato una svolta nel diritto di famiglia e dell'immigrazione.

Al centro della vicenda vi è la tutela assoluta del benessere psicofisico dei minori, un principio che ha spinto i giudici d'appello a ribaltare il verdetto di primo grado, annullando l'allontanamento dall'Italia di un cittadino straniero formalmente privo di legami di sangue, ma riconosciuto a tutti gli effetti come figura genitoriale “di fatto”.

È la storia di Ben Abdallah Akrem, 30 anni, che da circa cinque anni convive stabilmente con una donna madre di tre bambini. La famiglia sta attraversando anche un periodo difficile a causa di una patologia oncologica che ha colpito la donna. Come evidenziato dalle dettagliate relazioni dei servizi sociali, Akrem “svolge un ruolo fondamentale nel sostegno quotidiano della famiglia” occupandosi attivamente dei bambini, accompagnandoli a scuola e seguendoli nelle loro attività extrascolastiche durante le assenze della madre dovute alle terapie.

Nonostante questo quadro il percorso della famiglia ha rischiato di infrangersi contro un muro burocratico. Nel luglio scorso infatti il Tribunale per i Minorenni di Palermo aveva respinto la richiesta dell'uomo di poter rimanere in Italia. I giudici di primo grado avevano motivato il diniego basandosi su un'applicazione formale della norma: la mancanza di un rapporto di parentela biologica con i minori e una dedotta pericolosità sociale (a causa di un precedente per stupefacenti). La Corte di Appello ha deciso di scardinare questa rigida impostazione – accogliendo la tesi dell'avvocata Valentina Riccobene - facendo leva su una norma del Testo Unico sull'Immigrazione che autorizza la permanenza in Italia del familiare per gravi motivi connessi allo sviluppo psicofisico del minore. I giudici hanno così stabilito che il concetto di "familiare" non può più essere limitato ai soli vincoli biologici e hanno sancito che l'ordinamento deve tutelare anche le "relazioni affettive di fatto", purché queste risultino stabili, significative e funzionali allo sviluppo del bambino.

Allontanare Akrem, che oltretutto è in attesa di firmare un nuovo contratto di lavoro, avrebbe causato ai tre piccoli un trauma ingiustificabile e un danno gravissimo. A fronte di tali evidenze, la Corte ha autorizzato Ben Abdallah Akrem a restare in Italia per i prossimi due anni, un lasso di tempo ritenuto congruo per far fronte alle pressanti esigenze della famiglia.