Emergenza abitativa
Alloggi di via Trieste: i ricorsi al Tar gelano le assegnazioni
Il ricorso di 20 famiglie escluse: udienza prevista a metà marzo. Il Sunia contesta la graduatoria
Una partecipata assemblea, alla presenza dei legali del Sunia e promossa dall’Associazione Rigenerazione Giarre, per illustrare le azioni che una ventina di nuclei familiari esclusi dalla graduatoria definitiva per l’assegnazione dei 21 alloggi eccedenti dei 61 complessivi delle due palazzine di via Trieste, intendono adottare, dopo avere presentato ricorso al Tar. Gli avvocati Rudy Grasso (Rigenerazione Giarre) e Elena Pulvirenti (Sunia) hanno confermato che, verosimilmente a metà marzo, potrebbe già svolgersi l’udienza, durante la quale si ribadiranno quelle osservazioni che la commissione comunale che ha predisposto la graduatoria non ha tenuto in considerazione, dando origine al ricorso collettivo che - come ha rimarcato l’avv. Grasso «ingesserà la procedura comportando una lievitazione dei tempi procedurali e, purtroppo, sarà la città tutta a patire le disfunzioni amministrative politiche degli ultimi anni».
Dal canto suo la referente del Sunia, Elena Pulvirenti, ha ribadito l’ingiusta esclusione di un nutrito numero di nuclei familiari in difficoltà che avevano presentato istanza. Il nodo della discordia riguarda il rigetto, da parte del Comune, di 39 ricorsi amministrativi, molti dei quali legati alla mancata presentazione della Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica). Secondo la Pulvirenti, l’Amministrazione avrebbe agito in violazione del bando pubblico del 19 luglio 2024 e dei principi cardine del diritto amministrativo. Da qui il ricorso al Tar. «L’ho ribadito anche in assemblea: è venuto meno il principio del “favor participationis”, ovvero quella tendenza del diritto volta a favorire la massima partecipazione dei cittadini ai bandi, permettendo integrazioni documentali laddove possibile, specialmente quando si tratta di nuclei familiari in oggettiva difficoltà». Con l'udienza al Tar, fissata per la metà di marzo, si attende di capire se i giudici accoglieranno le istanze delle famiglie escluse, imponendo al Comune una revisione dei criteri o una riapertura dei termini per le integrazioni.