post ciclone
Ginostra isolata da 18 giorni: «Una situazione insostenibile»
Il villaggio a Ovest senza medicine. Dal lato opposto, centrale Enel agli sgoccioli
Da 18 giorni, la minuscola frazione di Ginostra, nell’isola di Stromboli, non è più collegata con gli aliscafi che garantivano 4 corse giornaliere. Una situazione di forte disagio, creatasi dopo che le recenti mareggiate hanno distrutto il pontile dei mezzi veloci, che costringe il borgo a rimanere isolato e che fa venire meno il diritto alla mobilità e quindi alla continuità territoriale. Il villaggio al momento è collegato solo dalle navi di linea che però, sull’isola, fanno scalo solo un paio di volte a settimana e quando il mare lo consente.
Gli abitanti si sentono sequestrati sull’isola che è bene ricordare essere un vulcano attivo. L’economia sta crollando e neanche i turisti riescono ad arrivare. L’unico modo per spostarsi è con dei gommoni privati. «La situazione è diventata insostenibile – afferma il decano di Ginostra, Mario Lo Schiavo, 83 anni – non possiamo muoverci e neanche poter effettuare visite mediche, così come è impossibile ricevere medicine ed alimenti freschi. La cosa più grave è che nessuno ci dice quanto tempo ancora durerà questa situazione. Non sappiamo nulla circa l’inizio dei lavori di ripristino dell’approdo. Un approdo che dovrebbe essere sempre operativo e che invece è totalmente distrutto così come lo scalo del Pertuso che è stato interdetto lo scorso settembre per una frana. In caso di emergenza ed eventuali evacuazioni rischiamo di perdere tempo prezioso». A Stromboli, sull’altro versante dell’isola, la situazione non è delle migliori ma perlomeno si sta lavorando per ripristinare il molo delle navi. Ieri, sempre a Stromboli, è stata effettuata un’operazione d’emergenza per garantire il rifornimento di carburante alla centrale elettrica dell’Enel che rischiava di fermarsi. Sull’isola è arrivata una nave speciale e con delle manichette si è trasferito il carburante a terra su dei piccoli mezzi che hanno raggiunto la centrale. Un’operazione durata diverse ore e che sarà ripetuta nelle prossime settimane qualora, nel frattempo, i lavori di messa in sicurezza del porto delle navi non siano stati completati.