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Le indagini

Canicattì, ladri in azione al cimitero: danneggiate le tombe del giudice Antonino Saetta e del figlio Stefano

I malviventi hanno preso di mira anche il monumentino delle due vittime di mafia oltre ad effettuare diversi furti

28 Febbraio 2026, 18:36

Canicattì, ladri in azione al cimitero: danneggiate le tombe del giudice Antonino Saetta e del figlio Stefano

Stefano e Antonino Saetta

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Ladri in azione la scorsa notte all'interno del cimitero di via Nazionale a Canicattì.

Almeno una decina le cappelle gentilizie ed i monumenti che sono stati presi di mira dai delinquenti, ma quello che fa più male è la profanazione delle tombe del giudice Antonino Saetta e del figlio Stefano, uccisi in un agguato mafioso lungo la strada statale 640 il 25 settembre del 1988.

Portati via vasi di bronzo, maniglie in ottone, oggetti sacri come ad esempio statue raffiguranti la Madonna o Gesù.

I danni provocati sono abbastanza ingenti ed in via di quantificazione.

A fare la scoperta sono stati questa mattina gli impiegati del cimitero che hanno immediatamente avvertito il sindaco Vincenzo Corbo.

Il capo dell'amministrazione comunale ha effettuato un sopralluogo ed a sua volta avvisato i carabinieri della Compagnia di cittadina giunti immediatamente sul posto.

Adesso l'ente provvederà ad avvisare i concessionari delle cappelle gentilizie e dei monumenti presi di mira dai ladri affinché si rechino a loro volta dalle forze dell'ordine per presentare una denuncia dopo avere constatato l'entità del danno subito.

«Un gesto ignobile - ha dichiarato il sindaco Vincenzo Corbo - compiuto da gente senza scrupoli. L'auspicio - conclude - è quello che al più presto i carabinieri che stanno conducendo le indagini possano risalire agli autori ed assicurarli alla giustizia».

Intanto, i militari della stazione di Canicattì hanno già provveduto ad inoltrare una informativa alla Procura di Agrigento su quanto avvenuto la scorsa notte all'interno del cimitero di Canicattì.