post ciclone
«Sulla costa ricostruire soltanto con strutture amovibili»
Appello del circolo Legambiente di Taormina dopo i danni provocati da “Harry”
«Ricostruire sulla costa strutture amovibili e senza cemento». È l’appello di Annamaria Noessing, presidente del circolo di Legambiente. «È un problema che riguarda tutta la riviera, da Giardini Naxos a Scaletta. Se si costruisce con il cemento, quando avvengono fenomeni come il ciclone Harry, i fondali saranno invasi, come accaduto, da detriti che sarà difficile bonificare».
Una problematica che è stata sottolineata anche per le baie di Isolabella e Mazzarò. «È il momento di cambiare rotta - prosegue la Noessing - a giorni saranno effettuati incontri dove saranno rese note le nostre proposte. Si deve agire immediatamente per evitare situazioni limite per l’ambiente, come quella che abbiamo vissuto di recente».
Intanto nel comprensorio si registra un grande lavorio per ripristinare quanto distrutto dalla furia del mare. Le direttive di Legambiente sono comunque chiare: arretramento della fascia di costruzione di 150 metri dalla costa, quest’ultima a rischio evidente di erosione; demolizione delle opere abusive realizzate entro i 150 metri dalla battigia; finanziare l’arretramento volontario degli immobili danneggiati; dove la difesa è indispensabile e l’arretramento impossibile, utilizzare solo opere rimovibili o adattabili, rinunciando a strutture rigide; ripensamento della viabilità costiera; ricondurre alla loro funzione di passeggiata lungomare le attuali strade tangenziali; riattivare la capacità di trasporto dei sedimenti da parte dei corsi d’acqua, compromessa dalle “sistemazioni idrauliche” che impattano sull’alimentazione dei litorali; strutture per la balneazione e per attività connesse da rimuovere a fine stagione estiva; concessioni e autorizzazioni demaniali da rilasciare solo in presenza di Piano di utilizzo del demanio marittimo, che deve essere redatto secondo obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici e minimizzazione dell’occupazione delle spiagge demaniali; rimozione dei servizi a rete (acquedotti e fognature) dalle spiagge e dalle aree soggette a erosione meteo-marina.