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«Murale sui partigiani vietato agli studenti», la polemica tra Fratelli d'Italia e Partito Democratico a Palermo
L'opera sulla Resistenza è stato inaugurato a scuola chiusa
Un murale per ricordare la Resistenza, ma inaugurato a scuola chiusa e senza studenti. È polemica intorno all’opera “Morti per la libertà”, realizzata da Igor Scalisi Palminteri sulla facciata dell’istituto comprensivo Alberico Gentili, dedicata ai partigiani Pompeo Colajanni e Olema Righi. A sollevare le prime critiche sono stati i sindacati della Flc Cgil: «È stata una nota stonata trovare i cancelli della scuola sbarrati in un momento che avrebbe dovuto rappresentare una grande occasione di partecipazione collettiva», hanno dichiarato Adriano Rizza e Fabio Cirino, sottolineando la mancanza di una presenza strutturata di studenti e docenti. Secondo quanto riferito, il dirigente scolastico Attilio Grisafi aveva chiesto un rinvio per impegni concomitanti, ma la comunicazione tra le parti non avrebbe funzionato producendo “un’organizzazione monca”.
All’inaugurazione era presente anche il sindaco Lagalla, in un’iniziativa finanziata dalla Regione e patrocinata dal Comune, ma la polemica si è spostata sul piano politico. La deputata regionale del Pd Valentina Chinnici ha parlato di «pressioni e attacchi strumentali inaccettabili» citando un’interrogazione parlamentare della parlamentare di Fratelli d’Italia Carolina Varchi. Chinnici ha difeso il valore storico dell’opera: «C’è la storia di chi ha scelto da che parte stare. Quella giusta». Chinnici ha inoltre chiesto chiarimenti al governo regionale e allo stesso sindaco sulla mancata presa di posizione.
Di segno opposto l’intervento di Carolina Varchi, che ha definito il murale «propaganda comunista camuffata da ricordo della Resistenza». Nel mirino, in particolare, la presenza della bandiera rossa: «Se l’intenzione fosse stata esaltare il ruolo di uomini e donne antifascisti nella guerra civile, sarebbe bastato esporre unicamente il tricolore simbolo che unisce tutti. Invece si è voluto mettere una bandiera divisiva, quella rossa comunista, per fare becera propaganda politica in una scuola pubblica».