La testimonianza
Dubai, il racconto di un catanese durante l'attacco: «Grande spavento, ma la città è viva»
L'attore Michele Perrotta racconta l'esperienza di chi è negli Emirati non per turismo: «Noi europei i più spaventati, qui tutto prosegue regolarmente anche se con meno spensieratezza»
«Ieri sera quando c'è stato il primo attacco ero a poca distanza dalla zona di Palm Jumeirah: abbiamo sentito uno scoppio fortissimo e qualcuno è entrato nel panico. Ma è durato poco, qui è tutto molto organizzato. E il clima non è di paura». A raccontarlo è Michele Perrotta, attore e cantante catanese, da alcune settimane a Dubai. «Mi trovavo in un grande albergo con alcuni colleghi, e la cosa che ho subito notato è la differenza nelle reazioni: noi europei siamo stati quelli a reagire peggio. Altri, che magari vivono in Medio Oriente da anni, vivono tutto con molta più serenità. Ho conosciuto un ragazzo siriano che ne ha viste di ben peggio. E naturalmente faceva forza a tutti». Michele si trovava in un noto locale per assistere alle prove di uno spettacolo. «Sono qui a cercare fortuna. Invece ho trovato le bombe», scherza, per poi aggiungere: «Poco dopo l'esplosione è stato tutto interrotto. Sono poi arrivati messaggi dalle autorità che consigliavano di stare possibilmente al coperto e lontani dalle finestre. Ma non c'è stato nessun allarme generalizzato». Le esplosioni però da ieri sono state decine: «Per chi come noi è catanese ed è abituato a sentire solo i "botti" dei fuochi d'artificio per Sant'Agata è davvero qualcosa che colpisce, ma siamo anche consapevoli che finché vediamo esplodere in alto significa che è tutto sotto controllo. Solo stamattina sono stati abbattuti altri due droni».
Michele al momento resta a Dubai, ma specifica che la situazione di chi sta in città per tempi più lunghi è molto diversa da chi in queste ore è bloccato magari perché non può tornare in Italia in aereo. «Si tratta certamente di un Paese molto diverso dall'Italia, in cui le informazioni non circolano liberamente. Ma non circolano nemmeno le fake news sui social, e questo forse crea un clima più sereno. Le comunicazioni governative arrivano però puntualmente sui cellulari. Al momento la raccomandazione, e non l'obbligo ripeto, di non stare all'aperto è valida fino al 3 marzo».

Nel frattempo in giro per Dubai «la vita prosegue come sempre: ci sono certo meno auto in giro, non c'è il solito clima festoso da grande "Paese dei balocchi" che ho visto. Ma ci sono i taxi, ci sono i servizi di consegna a domicilio, tutto sembra normale». Chi può comunque sta andando fuori città: «Gli Emirati Arabi Uniti non sono solo Dubai e Abu Dhabi, i posti più sensibili. Ci si può quindi spostare in zone che non sono obiettivi, non essendo vicine a punti sensibili o a basi americane, come ad esempio Fujairah».