2 marzo 2026 - Aggiornato alle 13:00
×

Emilia Romagna chiama Sperone: quel dialogo a distanza tra i ragazzi di due scuole e il ponte tra due Italie distanti e simili

La corrispondenza iniziata dopo un incontro al festival "Sfide"

02 Marzo 2026, 10:56

Emilia Romagna chiama Sperone: quel dialogo a distanza tra i ragazzi di due scuole e il ponte tra due Italie distanti e simili

Seguici su

Dallo Sperone a Castelfranco Emilia, passando per una mail. È così che un incontro scolastico si trasforma in un ponte tra due Italie lontane solo sulla carta. Dopo aver ascoltato la dirigente dell’Istituto comprensivo Sperone-Pertini Antonella Di Bartolo al festival “Sfide”, alcuni studenti dell’Istituto comprensivo Guinizelli di Castelfranco Emilia hanno deciso di andare oltre: «Ci ha affascinato molto conoscere una realtà scolastica così diversa dalla nostra», scrivono, chiedendo un contatto con i ragazzi dello Sperone.

Una richiesta che viene accolta con entusiasmo: «Sapere che l'esperienza della nostra scuola suscita interesse e condivisione è per tutte e tutti noi motivo di orgoglio e felicità», risponde la dirigente Di Bartolo, aprendo a un dialogo diretto tra studenti. Dietro questa iniziativa c’è un impatto profondo. «I ragazzi non immaginavano una realtà come quella dello Sperone», racconta il docente Eugenio Cenesi, spiegando come l’incontro e la lettura di “Domani c’è scuola” della dirigente Di Bartolo abbiano acceso curiosità e bisogno di confronto.

Un passaggio che diventa anche politico. «L’incontro ha avuto un forte valore culturale», sottolinea il vicesindaco di Castelfranco Alessandro Salvioli, rivendicando il ruolo dell’amministrazione nel creare occasioni di crescita: «Il messaggio è rendere questi momenti strutturali». A colpire, però, è soprattutto la reazione dei ragazzi. «Durante l’incontro con la dirigente Di Bartolo non si sono mai annoiati, cosa che per i ragazzi di questa età è molto difficile», racconta il consigliere comunale Gabriele Arcuri: una realtà “inimmaginabile” che ha generato empatia e consapevolezza.

Da un incontro nasce così qualcosa di più: uno scambio tra studenti che, partendo da contesti diversi, scoprono lo stesso punto di arrivo. La scuola come possibilità. Anche — e soprattutto — dove sembra mancare tutto.