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Cronaca

Omicidio Dell'Albani a Giarratana, in Appello chiesta la conferma della condanna a 30 anni per Barresi

La difesa sta puntando a una sostanziale riduzione della pena

02 Marzo 2026, 12:12

mariano barresi

La vittima Rosalba Dell'Albani e Mariano Barresi

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Omicidio di Giarratana, in Appello chiesta la conferma dei 30 anni per Barresi. La difesa insiste sulle attenuanti
Si è svolta davanti alla Corte d’Assise d’Appello una nuova udienza del processo a carico di Mariano Barresi, il pensionato settantenne già condannato in primo grado a 30 anni di reclusione per l’omicidio della cognata Rosalba Dell’Albani, avvenuto a Giarratana nel marzo 2023. L’udienza, tenuta in videocollegamento, ha segnato un passaggio decisivo verso la sentenza di secondo grado, attesa nelle prossime settimane.

La posizione della Procura e delle parti civili
Il procuratore generale ha chiesto la conferma integrale della condanna, ritenendo pienamente provata la responsabilità dell’imputato. Una linea condivisa dalle parti civili, rappresentate dall’avvocato Gianluca Nobile, che hanno ribadito la gravità del fatto e l’assenza di elementi che possano giustificare una riduzione della pena.

Le parti civili hanno richiamato anche un episodio emerso durante la perizia psichiatrica disposta dalla Corte: il medico incaricato, Gaetano Sisalli, ha riferito che Barresi, al termine dell’esame in carcere, gli avrebbe chiesto di “aiutarlo” nella stesura della relazione. Un comportamento interpretato come un tentativo di influenzare l’esito della perizia e, secondo i legali della famiglia della vittima, indice di una intenzionalità manipolatoria incompatibile con la concessione delle attenuanti generiche.

La perizia psichiatrica: imputabilità piena
Il perito nominato dalla Corte ha confermato che Barresi era pienamente capace di intendere e di volere al momento del delitto e che le patologie da cui è affetto – tra cui insonnia e disturbi di natura ansiosa – non hanno inciso sulla sua capacità di controllo né sul comportamento tenuto durante l’omicidio. Una conclusione che rafforza la tesi accusatoria e riduce ulteriormente gli spazi per una revisione al ribasso della pena.

La strategia della difesa
L’avvocato Sergio Crisanti, difensore dell’imputato, ha invece insistito sulla necessità di riconoscere a Barresi le attenuanti generiche, sottolineando la confessione resa e la collaborazione fornita nelle fasi successive all’arresto. Secondo la difesa, questi elementi dovrebbero essere valutati come segnali di ravvedimento e meritevoli di incidere sul trattamento sanzionatorio.

Verso la sentenza
La Corte ha rinviato al 1° aprile per le repliche e la decisione finale. L’attesa è alta, soprattutto nella comunità di Giarratana, ancora profondamente segnata da un delitto che ha scosso equilibri familiari e sensibilità collettive.