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Il giallo di Catania

L'omicidio nell'immobile diroccato, domani l'autopsia sul corpo di Elisabeta-Adele

La procura conferirà l'incarico al medico legale. Quella della romena senzatetto pare la morte di un fantasma. Abramo, Sant'Egidio: «La sua scomparsa è una ferita per tutti»

02 Marzo 2026, 15:34

17:16

L'omicidio nell'immobile diroccato, domani l'autopsia sul corpo di Elisabeta-Adele

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Il sostituto procuratore di Catania, Irene Frudà conferirà domani l'incarico al medico legale Monica Salerno, che eseguirà l'autopsia sul corpo di Elisabeta Boldijar, 36 anni, trovata morta in un immobile abbandonato di via Cristoforo Colombo. L'accertamento autoptico (che si svolgerà nell'istituto di medicina legale del Policlinico di via Santa Sofia) consentirà di capire l'ora del decesso ma anche le modalità dell'omicidio. Che di morte violenta si tratti ci sono pochi dubbi. Le coltellate e i segni di percosse erano ben visibili sul corpo nudo di Adele, così era conosciuta la romena senzatetto. Le indagini della squadra mobile di Catania, coordinate dal procuratore aggiunto Liliana Todaro, stanno andando avanti. Radar puntati sullo spaccio di crack legato a doppio filo con i giri di prostituzione.

 

Quella di Elisabeta-Adele sembra la morte di un fantasma. Ieri la procura di Catania ha diffuso infatti la sua foto lanciando un appello a chi la conosceva di collaborare. Di rivolgersi alla polizia.

Emiliano Abramo, portavoce di Sant'Egidio, che conosce bene il mondo degli invisibili invita a riflettere su quello che è accaduto e non girarsi dall'altra parte: «La sua vita, fragile e silenziosa, ci ricorda che nessuno è mai davvero "senza nome" o "senza storia": ogni persona è preziosa agli occhi di Dio e della città. La sua scomparsa è una ferita per tutti. Morire per strada non è destino inevitabile, ma il segno di una solitudine che possiamo e dobbiamo vincere insieme. Chiediamo che questo dolore non passi invano: che cresca l'attenzione verso chi vive per strada, che si rafforzino le reti di prossimità, che nessuno venga lasciato solo nelle notti più dure. La memoria di questa donna ci accompagni come un appello alla responsabilità e alla tenerezza. Catania può essere una città dove la vita di ciascuno è custodita, soprattutto quella dei più fragili».