2 marzo 2026 - Aggiornato alle 17:59
×

le tensioni internazionali

«Tra le mura di casa mentre cadono missili e droni»: la vita nella Dubai sotto attacco nel racconto di una ragazza palermitana

La Marina di Dubai sotto tensione: la testimonianza di una donna che lavora nell'emirato

02 Marzo 2026, 15:45

«Tra le mura di casa mentre cadono missili e droni»: la vita nella Dubai sotto attacco nel racconto di una ragazza palermitana

Seguici su

La Marina di Dubai, solitamente icona di lusso e serenità, si è ritrovata improvvisamente al centro delle tensioni geopolitiche regionali. A raccontare il clima sospeso della città emiratina è Chiara Terrasi, originaria di Palermo, che vive a Dubai da quattro anni con il marito e la figlia di un anno e mezzo. Nonostante le esplosioni nella notte tra sabato e domenica, Terrasi descrive una situazione per il momento «tranquilla», con le persone che hanno ripreso a circolare per le strade.

La donna sottolinea l'efficacia del sistema di difesa e la trasparenza delle autorità locali. «Stanno difendendo benissimo la popolazione e danno delle informazioni certe. Personalmente, mi ha fatto molto piacere che abbiano fornito addirittura una statistica chiara di quello che è successo, sui missili e sui droni che sono arrivati, su quelli che sono riusciti a intercettare e quelli che purtroppo non sono riusciti a fermare. Ma in quest’ultimo caso si tratta di un numero davvero molto basso, e molti di questi sono finiti in mare», spiega la giovane palermitana, che lavora da remoto per un’azienda della moda italiana.

L'allerta è costante e capillare. Chiara racconta che i messaggi di emergenza arrivano direttamente sui cellulari: «Verso l’una di notte è arrivato il messaggio e subito dopo si è sentito il botto dei missili che venivano intercettati». Le esplosioni non sono passate inosservate, anche perché «Marina è un po’ di passaggio tra l’Iran e le basi degli americani».

In attesa di capire l'evoluzione degli eventi, la vita scorre prevalentemente tra le mura domestiche. «Le scuole sono chiuse, per ora fino a mercoledì. Non escludo che le possano tenere chiuse anche più a lungo, e quindi mia figlia, che va all’asilo, resta a casa. Anche chi lavora è stato invitato a farlo da remoto, in smart working», conclude Chiara. Nonostante la tensione, lancia un «appello alla calma» rivolto ai familiari in Italia, preoccupati dai «titoli allarmanti» dei media: «Sono serena, e allo stesso tempo rassereno mia mamma, mio papà, mia suocera. Sono tranquilla perché so che qui stanno rispondendo molto bene e ci tengono informati, ci aggiornano. Ci chiedono soltanto di stare al sicuro. Hanno inviato un messaggio molto positivo: ovvero che la difesa della loro popolazione è al primo posto per loro, ed è quello che obiettivamente stanno facendo, anche per gli stranieri che si trovano nel loro Paese».

Il desiderio di tornare in Sicilia resta concreto, ma complicato dalla presenza degli affetti più cari: «Noi viviamo qui, abbiamo tutti i nostri affetti, abbiamo anche un cagnolino e quindi spostarsi con lui, soprattutto in aereo, non è facile. Non escludiamo, nel momento in cui ripristineranno i voli, di provare a rientrare in Italia e capire poi, una volta lì, il da farsi». L'opzione di transitare dall'Oman è stata esclusa proprio per le difficoltà di viaggiare con l'animale domestico. Nel frattempo, l'ambasciata italiana ad Abu Dhabi e il consolato a Dubai "hanno, tramite i loro canali social, fornito dei numeri di telefono da chiamare" per assistere i connazionali.