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Salute

Addio cure frammentate per diabete e tiroide: la rivoluzione parte da Catania

Stop ai passaggi a vuoto tra ambulatori e uffici: con il progetto Endodiab 2026, gli specialisti endocrino-metabolici siciliani fanno squadra. Ecco come cambierà l’assistenza per 6 milioni di siciliani

02 Marzo 2026, 17:38

Addio cure frammentate per diabete e tiroide: la rivoluzione parte da Catania

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Catania segna un punto di svolta per l'assistenza territoriale in Sicilia con la nascita del primo gruppo di lavoro degli specialisti ambulatoriali dell’area endocrino-metabolica. Questa iniziativa punta a rivoluzionare l’organizzazione delle cure, superando l’isolamento dei professionisti e offrendo una risposta integrata a patologie croniche ad alto impatto sociale come il diabete, l'obesità e le malattie della tiroide. Il gruppo si presenterà ufficialmente alla comunità scientifica il 6 e 7 marzo presso l’Hotel Nettuno in occasione del congresso Endodiab 2026, un appuntamento che mira a consolidare un modello di sanità realmente vicina al cittadino.

Il comitato scientifico, composto dai medici Franz Lanzafame, Gaspare Cordaro, Barbara Aiello, Daniela Ingannè, Loredana Intrigila e Domenico Maiolo, sottolinea come la visione multidisciplinare sia ormai una necessità strategica. I primi beneficiari di questo nuovo assetto saranno i pazienti, che non dovranno più subire la frammentazione dei percorsi assistenziali, beneficiando invece di una maggiore chiarezza diagnostica e coerenza terapeutica. Il programma del congresso affronterà in maniera strutturata le frontiere dell’endocrinologia moderna, dai sistemi avanzati di monitoraggio glicemico e le nuove terapie per il diabete di tipo 2 alle strategie integrate per il sovrappeso che superano la sola farmacoterapia.

Un ampio spazio sarà dedicato anche a temi spesso trascurati ma fondamentali per la salute maschile, come l'infertilità e la disfunzione erettile, affrontate attraverso diagnostica avanzata e terapie ormonali mirate. Non mancherà un focus sulla patologia nodulare tiroidea, con l'obiettivo di migliorare il dialogo tra specialisti, medici di medicina generale e strutture dell'Asp. Franz Lanzafame spiega che valorizzare lo specialista ambulatoriale è un passo necessario per rispondere a malattie che pesano fortemente sul bilancio sanitario, offrendo protocolli chiari e formazione continua in un momento in cui l'assistenza territoriale, pur potenziata dal D.M. 77/2022, presenta ancora diverse criticità operative.

L'esperienza catanese si propone dunque come un progetto pilota capace di fare scuola. Il feedback positivo ricevuto da colleghi di altre regioni conferma che il modello del fare squadra è un punto di partenza replicabile su scala nazionale. I lavori si concluderanno con la definizione di linee operative basate sull'appropriatezza clinica e l'innovazione, sancendo una responsabilità condivisa tra tutti gli attori del sistema salute per garantire cure più fluide e meno ridondanti a tutta la popolazione siciliana.