Mafia
Si abbatte l'ecomostro dei Sangani
Randazzo: ruspe in azione stamane per demolire l’edificio a tre piani di Oliviero Sangani. Decisivo l’intervento della Commissione straordinaria dopo un’interminabile attesa di 40 anni
Questa mattina il fragore delle ruspe scriverà una pagina indelebile di storia randazzese. Si procederà infatti all’abbattimento definitivo dell’ecomostro a 3 piani di contrada Murazzorotto, che per 40 anni ha rappresentato non solo una ferita urbanistica, ma un arrogante vessillo di impunità.
L’immobile, eretto abusivamente negli Anni ’80 da Oliviero Sangani - unico condannato in concorso con ignoti per l’efferato omicidio dei pastori Spartà e ritenuto referente locale del clan Laudani - crollerà sotto il peso di una legalità ritrovata, segnando il tramonto di un’era di ombre e silenzi.
Sarà un momento di portata storica per questa comunità dalle radici nobili, troppo a lungo soffocata dal timore e dalla paura che provocò la strage degli Spartà e che probabilmente ha impedito, dal 1986 a oggi, di dare seguito al provvedimento di abbattimento rimasto per decenni soltanto sulla carta.
Il primo ordine di demolizione dell’immobile risale, infatti, a 40 anni fa, eppure nessuna delle Amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo è mai riuscita a completarlo. Invece oggi il Comune, guidato da una Commissione straordinaria - composta dai viceprefetti Caliò e Gambadauro e dalla dottoressa Giusto - ha trovato fermezza, e in soli 2 anni è stato compiuto quello che la politica locale non ha saputo attuare in quasi mezzo secolo.
Con la fattiva collaborazione della polizia locale e dei carabinieri, negli ultimi 24 mesi, infatti, sono stati smantellati prima l’ovile dei Sangani il 5 marzo del 2024, poi un’abitazione civile il 13 marzo del 2025 e adesso l’ecomostro, vero emblema della loro egemonia sul territorio.
Data la straordinaria rilevanza simbolica dell’evento, oggi a Murazzorotto non si esclude la presenza del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il quale potrebbe volere testimoniare personalmente l’inizio dei lavori di bonifica. Le ruspe che questa mattina inizieranno la loro opera di pulizia ribadiranno un concetto fondamentale: lo Stato, sebbene talvolta con tempi lunghi e faticosi, alla fine vince sempre.
La demolizione certificherà che delinquere, alla lunga, non paga, e che le istituzioni sono pronte a rispondere con determinazione a ogni forma di prevaricazione. Questo atto di giustizia si inserisce nel solco delle recenti operazioni dei carabinieri di Randazzo, che hanno prima sradicato ciò che restava del clan Sangani e poi stroncato sul nascere ogni tentativo di riorganizzazione criminale.