3 marzo 2026 - Aggiornato alle 2 marzo 2026 23:59
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Il caso

Paura al Parco Manenti: cittadino aggredito da un cane randagio

Mascalucia. La vittima: «Morso senza motivo, salvato dai vestiti». È allarme tra i frequentatori dell'area: nel mirino i "branchi nomadi"

02 Marzo 2026, 21:30

Paura al Parco Manenti: cittadino aggredito da un cane randagio

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Poteva essere una tragedia, per fortuna, è stasto "solo" un grande spavento, ma il segnale è inequivocabile: la sicurezza urbana al Parco Manenti è appesa a un filo. Non si tratta di allarmismo, ma della cronaca di un pomeriggio qualunque trasformato in un incubo da un’aggressione improvvisa. Un residente, mentre percorreva la zona con la tranquillità di chi si sente a casa propria, è stato puntato e attaccato da un cane randagio, riportando alla luce una problematica che le istituzioni non possono più permettersi di sottovalutare.

L'episodio ha come protagonista un cane di taglia media, dal manto marrone, un esemplare che apparentemente non destava preoccupazione. «Camminavo per la mia strada, senza alcun timore e senza aver provocato l'animale in alcun modo - racconta la vittima del morso - non appena l'ho affiancato, però, il cane si è avventato con estrema decisione verso il mio braccio. Per fortuna la stoffa dei vestiti ha fatto da scudo e non ci sono state ferite profonde, ma l'aggressività è stata del tutto gratuita e inaspettata». L'appello del cittadino è perentorio: «Fate attenzione».

Un monito che pesa come un macigno in un'area frequentata da bambini, sportivi e anziani, dove la prevedibilità del comportamento animale è l'unica garanzia di incolumità. Il caso del Parco Manenti è però solo la punta dell'iceberg di un fenomeno molto più vasto. Le segnalazioni raccolte descrivono una situazione dinamica e pericolosa: questi cani non sono stanziali, ma formano dei "branchi nomadi" che si spostano continuamente tra i vari paesi dell'hinterland catanese. Oggi l'allarme scatta in un quartiere, domani lo stesso esemplare viene avvistato a chilometri di distanza in un altro Comune. Questa mobilità territoriale rende i tentativi di cattura da parte delle singole polizie municipali estremamente complessi: quando scatta l'intervento, il "problema" ha già varcato il confine comunale, finendo in un limbo burocratico che lascia i cittadini privi di tutela. È un’emergenza che accomuna l'intera area metropolitana, da Gravina a Misterbianco, da San Giovanni La Punta a Mascalucia.

Nonostante i ripetuti tentativi dell’amministrazione locale, intervenuta più volte per cercare di arginare il fenomeno e mettere in sicurezza le aree colpite, la soluzione definitiva appare ancora lontana. Il motivo è strutturale: i comuni, da soli, non possiedono le risorse economiche né gli spazi nei canili (ormai saturi) per gestire un flusso migratorio di queste proporzioni. La richiesta che sale dai residenti e dalle amministrazioni è chiara: serve un intervento della Regione. Solo l'ente regionale può coordinare un piano di monitoraggio e sterilizzazione che superi i confini dei singoli municipi.