La relazione
Rifiuti, nella relazione annuale della Commissione parlamentare c'è il sistema delle discariche siciliane al collasso
Il documento dedicato solo all'Isola non è ancora completo. Ma nel report sulle attività del 2025 ci sono già i temi che saranno oggetto di approfondimento
Quello sulla Sicilia è un filone di approfondimento in corso di svolgimento. La commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, cioè, non ha ancora finito il suo lavoro su quanto si muove attorno alla spazzatura nell'Isola. Qualcosa, però, emerge già nella Relazione annuale approvata a metà febbraio dai parlamentari e poi trasmessa ai presidenti di Camera e Senato. Nel documento finale, a proposito di quanto accade nell'Isola, si fa riferimento alla «attuale gravità e pericolosità di situazioni ambientali sempre più degradate conseguenti all’illecita gestione delle discariche».
Il lavoro dei parlamentari è, come detto, ancora in corso. Ma da quando è cominciato le missioni in Sicilia delle delegazioni sono state cinque: tre nel 2024, nelle province di Catania, Caltanissetta, Messina, Palermo, Ragusa e Siracusa; due nel 2025, entrambe nell'Agrigentino, dove la commissione si è concentrata sulla discarica di Siculiana.
Per la commissione, le discariche di Bellolampo a Palermo e Mazzarrà Sant'Andrea nel Messinese sono «esempio plastico delle forti criticità esistenti nel sistema di gestione dei rifiuti in Sicilia». I parlamentari parlano «dell’insufficienza, fino a oggi, del regime in deroga volto a realizzare in Sicilia una gestione del ciclo dei rifiuti, nel rispetto della tutela dell’ambiente e della salvaguardia della salute dei cittadini. Di fatto - continuano - il principale sistema di smaltimento utilizzato, ancora oggi, consiste nel conferimento in discarica, che, tuttavia, ha comportato effetti disastrosi in diverse zone della Sicilia, oltre a un aggravio considerevole dei costi di smaltimento per i comuni e, quindi, per i cittadini».
Nel lavoro della commissione, grande rilevanza ha avuto anche l'audizione, all'inizio del 2025, del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, nella sua qualità di commissario straordinario per l'emergenza spazzatura nell'Isola. Com'è noto, la soluzione immaginata da Schifani (e, prima di lui, dall'ex presidente Nello Musumeci) è la costruzione dei due termovalorizzatori, quello di Catania e quello di Palermo, ai quali spetta il compito di incenerire l'indifferenziato dell'Isola tutta. Secondo gli esponenti della Commissione, però, da studiare ci sono anche la carenza di impianti adeguati e la progressiva saturazione delle discariche, l'esportazione dei rifiuti con costi assai elevati, la bassa percentuale di raccolta differenziata nei grandi centri abitati, i ritardi negli investimenti, nonché l'elevato numero di reati nel ciclo dei rifiuti commessi nel territorio regionale.
Piccole anticipazioni, bocconi della futura relazione che sarà dedicata solo al ciclo dei rifiuti in Sicilia. E che, però, non è ancora pronta.