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L'evento

Sette secondi per capire: il futuro tra intelligenza artificiale, DNA e responsabilità

Dalla metafora tra DNA e software all'etica dell'intelligenza artificiale: programmare il futuro con l'uomo al centro. Incontro Rotary a Sant'Agata li Battiati

02 Marzo 2026, 17:59

Sette secondi per capire: il futuro tra intelligenza artificiale, DNA e responsabilità

Il presidente del Rotary club di Sant'Agata li Battiati, Sebastiano Padovano e il relatore Ing. Sebastian Motta

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Come nasce l’impressione che abbiamo di una persona? Bastano sette secondi. È iniziato con un silenzio carico di significato l’evento “Capire il futuro”, svoltosi il 28 febbraio presso il Polo Culturale di Sant’Agata Li Battiati. L’incontro, organizzato dal Rotary Club locale, ha trasformato il centro etneo in un laboratorio di riflessione sulle sfide tecnologiche e antropologiche che caratterizzano la nostra epoca.

Ad aprire i lavori è stato il presidente del club, Sebastiano Padovano, che ha ribadito la missione del Rotary nel promuovere il confronto sui grandi mutamenti sociali. Padovano ha inoltre rivolto un ringraziamento al sindaco, il dott. Marco Rubino, evidenziando quanto il dialogo tra le istituzioni e il mondo dell’innovazione sia fondamentale per non lasciare indietro la comunità.

Il cuore della serata è stata la relazione dell’ingegner Sebastian Motta, DT manager, capace di tessere una trama che ha unito tecnologia e filosofia. Motta ha illustrato l’affascinante analogia tra il DNA biologico e il software informatico, ricordando come quest’ultimo sia ormai l’ossatura invisibile di ogni gesto quotidiano. Nel descrivere la Intelligenza Artificiale come una simulazione del ragionamento umano, l’esperto si è addentrato nei meccanismi del deep learning, spiegando come, per i moderni modelli linguistici (LLM), una frase non sia un insieme di parole, bensì una sequenza numerica da interpretare. Un parallelismo suggestivo è stato tracciato con la tradizione ebraica e il suo alfabeto numerologico, a dimostrazione di come il legame tra simboli e numeri attraversi i millenni.

«Il futuro non è scritto, è programmato», ha concluso Motta, innescando un vivace dibattito che ha visto protagonisti il dott. Michele Gulizia, il dott. Giuseppe Amato, il dott. Salvatore Russo, l’artista Saverio Scialfa e l’avv. Enzo Pisano. Gli interventi hanno concordato su un punto fermo: sebbene la AI sia uno strumento potentissimo, la responsabilità etica, il rigore della medicina e il valore insostituibile del rapporto umano con il paziente restano confini invalicabili. Il futuro, dunque, va compreso e programmato, ma con una bussola che punti sempre verso l’uomo.

Roberta Valeria Aiello