La reazione
Morte Santapaola, Fava: «Porta nella tomba i segreti del sistema di potere che ha fatto il male di questa città»
Claudio Fava, figlio del giornalista ucciso da Cosa nostra Pippo, non si lascia andare ad alcun commento sopra le righe: «Credo che in questi casi debba valere la pietas umana, quella che si conserva per qualsiasi essere umano»
«Nitto Santapaola ha portato i suoi segreti nella tomba ma la sua non è stata una scelta di temperamento, bensì di vigliaccheria». Claudio Fava ha appreso la notizia della morte del boss di Cosa nostra catanese da appena pochi minuti e le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni.
Per Fava - figlio del giornalista Pippo, una delle innumerevoli vittime di Cosa nostra catanese, costretto a pagare con la vita il proprio impegno antimafia profuso attraverso le colonne de “I Siciliani” - non c'è né ci può essere onore in un caso del genere, «ma soltanto viltà».
«Santapaola - conferma - non ha voluto rivelare i nomi dei suoi innominabili compari, di coloro i quali hanno garantito per decenni un sistema che ha portato la città sull'orlo del baratro. Nessuno lo rimpiangerà, così come nessuno rimpiangerà quello che è stata la Catania di quegli anni».
A fronte della morte del boss, però, da Fava nessun’altra parola al di sopra delle righe, nessuna reazione, nessun collegamento con le vicende che hanno sconvolto la sua vita e quella della sua famiglia: «Credo che in questi casi debba valere la pietas umana, quella che si conserva per qualsiasi essere umano. Un essere umano che, morendo, porta con sé i segreti di quel sistema di potere che ha fatto il male di questa città».