3 marzo 2026 - Aggiornato alle 12:25
×

Sotto le bombe a Dubai

L'imprenditrice di Palermo sceglie la solidarietà: «Ho aperto la mia casa ad amici e connazionali»

Giorgia Accolla: «Volevo dare una mano a chi è in difficoltà»

03 Marzo 2026, 09:43

09:45

Italiani a Dubai: "Abbiamo dormito in garage". "Ci hanno detto di stare a casa"

Seguici su

Mentre nei cieli degli Emirati Arabi Uniti risuonano boati e vengono intercettati missili iraniani, una giovane palermitana di 29 anni ha trasformato la propria casa in un rifugio per connazionali in difficoltà. L’imprenditrice Giorgia Accolla vive con il compagno in un emirato a circa cinquanta minuti d'auto dal centro di Dubai. Con la chiusura dello spazio aereo e la cancellazione di numerosi voli, che ha lasciato a terra decine di migliaia di italiani, ha deciso di aprire le porte del suo appartamento a 14 connazionali (nella foto a sinistra, tra le due pagine).

«Per uno strano caso del destino sabato, il giorno in cui tutto è cominciato, avevamo organizzato una gita ad Hatta – racconta – eravamo un gruppo di quindici italiani. È stata una scelta casuale, ma oggi assume un significato diverso: come se qualcuno ci avesse tenuti lontani dal centro e da zone come Dubai Marina».

Durante il rientro iniziano a circolare i primi video e messaggi. «La paura ci ha assaliti. È stato un po' come ai tempi del Covid: all'inizio non realizzi davvero cosa sta succedendo», spiega Accolla.

Nel giro di poche ore arrivano le comunicazioni ufficiali sui telefoni: restare in casa, non avvicinarsi alle finestre, seguire costantemente gli aggiornamenti. L’imprenditrice descrive una situazione tesa ma sotto controllo: «Esci e senti i boati, vedi aerei caccia sopra la testa, esplosioni in aria e talvolta cadono detriti».

Nei cieli degli Emirati sono stati intercettati numerosi missili iraniani: «Non è la normalità, ma ci tengo a precisare che non ci sono stati attacchi ai simboli della città, solo intercettazioni di missili in cielo».

Nel pieno dell’incertezza Accolla, nella notte tra sabato e domenica, ha deciso di scrivere ad amici e conoscenti che vivono nel centro di Dubai, nelle aree percepite come più esposte. Alle tre del mattino arriva la prima risposta: «Mi hanno scritto: “mandaci l’indirizzo, stiamo arrivando”», racconta. In poche ore la casa si è riempita: amici, conoscenti ma anche connazionali in cerca di un luogo dove sentirsi più sicuri e in compagnia.

La situazione resta in continuo mutamento, ma ieri è apparsa più stabile. «La terza notte è appena trascorsa e ci sentiamo un po' più sollevati. Riceviamo comunicazioni in tempo reale e le ultime notifiche rassicurano sull'assenza di intercettazioni in corso. A mente lucida posso dire che la stanno gestendo abbastanza bene».

Intanto la quotidianità si è riorganizzata: pasti condivisi, telefoni sempre in mano per leggere gli aggiornamenti, momenti di silenzio alternati a tentativi di alleggerire l’atmosfera. «Da brava palermitana non ci ho pensato un attimo: ho voluto tendere una mano a chiunque fosse in difficoltà. È dura, ma stiamo affrontando tutto insieme».