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emergenza abitativa

Liste delle case popolari, partono i ricorsi al Tar: «Criteri poco trasparenti»

Sotto accusa la mancanza dei punteggi e i dinieghi negli accessi agli atti. L'assessore convoca le sigle

03 Marzo 2026, 09:54

Liste delle case popolari, partono i ricorsi al Tar: «Criteri poco trasparenti»

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Le assegnazioni degli alloggi popolari finiscono nel mirino dei sindacati, che denunciano «una gestione amministrativa poco chiara e per certi aspetti fallimentare».

Tony Pellicane di Asida, denuncia il diniego di accesso agli atti, in particolare riguardo all’Immobiliare Strasburgo, «un patrimonio di circa mille beni confiscati e di cui almeno un centinaio di alloggi - dice Pellicane - acquisito dal Comune ma rimasto in un limbo burocratico. Nonostante le nostre richieste legali di accesso agli atti, l’amministrazione si è trincerata dietro alla mancata digitalizzazione dei documenti impedendo di verificare se tali immobili siano assegnabili o se siano ancora occupati anche da parenti delle persone cui sono stati sequestrati. Per questo, con l’avvocato Ivan Norrito abbiamo presentato un ricorso al Tar».

Anche alcune famiglie si sono mosse legalmente per denunciare quella che ritengono un’illegittimità della graduatoria, «il documento, diversamente da come è stato fino al 2023 – continua Pellicane – è sprovvisto dei punteggi numerici, un dato necessario per permettere alle famiglie di verificare la correttezza della propria posizione. Emblematico è il caso di una madre con sfratto esecutivo che, pur essendo in trentesima posizione nella vecchia lista, si è ritrovata al 425° posto senza una spiegazione plausibile».

Il Sunia converge su queste critiche. Il segretario Zaher Darwish ritiene inaccettabile ogni atteggiamento di tipo persecutorio, come la minaccia del distacco di utenze essenziali a nuclei disagiati con minori, trasformando l’emergenza casa in un problema di ordine pubblico anziché sociale. Entrambe le sigle denunciano inoltre la mancanza di una mappatura territoriale seria degli immobili. «Qual è l’intervento concreto che l’amministrazione intende prospettare per affrontare il tema? – dice Darwish – se pensa che abbia assolto al suo dovere spettacolarizzando l’assegnazione di immobili confiscati, credo che abbiano smarrito il senso. Siamo convinti che il numero delle famiglie attualmente iscritte nella graduatoria non rispecchi per nulla le esigenze multiple in città. Inoltre di fronte all’emergenza – conclude – che l’amministrazione continui con un piano di alienazione di oltre la metà del proprio patrimonio Erp, è scandaloso».

Sul fronte legalità, le recenti cronache dallo Zen descrivono una situazione ben lontana da una «vittoria dello Stato». Il racket mafioso continua a gestire le assegnazioni con la violenza, come dimostra il caso dell’uomo picchiato e preso a cinghiate davanti ai familiari. Si tratta di una famiglia cingalese regolarmente assegnataria. E ad aleggiare c’è anche l’ombra del razzismo sistemico accanto alla criminalità. Meno di un mese fa lo stesso trattamento di minacce e intimidazioni è toccato a una famiglia di origine rom. La casa le era appena stata assegnata e, come noto, per due giorni è stata presidiata dall’assessore Ferrandelli. Alla fine però la famiglia ha dovuto consegnare le chiavi dell’alloggio che è stato riassegnato a una famiglia palermitana. Nel pomeriggio di ieri, all’Asida è arrivata una convocazione da parte dell’assessore, che ieri non è stato possibile raggiungere telefonicamente per conferme e repliche: appuntamento con i sindacati mercoledì.