inquinamento
"Una fogna per due": lo scarico è abusivo, scatta maxi multa da 12mila euro
Blitz di Arpa e Carabinieri: scoperta rete fognaria irregolare, stangata per due cooperative
Una fogna per due. Può sembrare una cosa “romantica” ma a monte c’è una doppia violazione di legge che costerà agli autori seimila euro a testa. Il Libero consorzio comunale di Agrigento ha formalizzato due provvedimenti sanzionatori che colpiscono due distinte società cooperative per la gestione irregolare dei reflui, con una fitta rete di responsabilità ambientali e amministrative legate a un impianto di scarico condiviso.
La vicenda trae origine da un’ispezione condotta nell'aprile 2024 dai Carabinieri Forestali e dall'Arpa, che hanno rilevato come le acque reflue prodotte dai servizi igienici di entrambe le aziende confluissero in un’unica fossa Imhof "condivisa" sprovvista di autorizzazione valida. Ma non basta: secondo le indagini, i reflui che confluiscono nel pozzetto (che sarebbe dovuto essere a tenuta stagna) attraverso una pompa di sollevamento, venivano pompati verso la condotta fognaria pubblica posta a monte dell’impianto, tutto ovviamente in violazione di qualunque regola.
Gli accertamenti hanno dimostrato che il titolo autorizzativo allo scarico era scaduto il 7 novembre 2017 e che, negli anni successivi, non era stata presentata alcuna istanza di rinnovo conforme ai termini di legge perché, appunto, sulla carta i reflui non sarebbero stati smaltiti con le fognature pubbliche ma, appunto, così non era.
Sebbene una delle ditte avesse inoltrato documentazione integrativa per l'Autorizzazione unica ambientale (AUA) nel 2023, l'amministrazione ha chiarito che tale atto non presuppone il possesso di autorizzazioni valide, rendendo l'allaccio fognario di fatto abusivo al momento del controllo. L'Ente ha inoltre respinto le tesi difensive che puntavano sull'assenza di colpa, ribadendo che la semplice "omissione di cautele doverose" integra il profilo di responsabilità necessario per l'irrogazione della sanzione. Una vicenda che è transitata dal Libero consorzio per quanto riguarda la sanzione comminata alle imprese, ma che è finita in tribunale in una causa penale ancora in corso. Sono stati proprio i carabinieri, come si apprende dalla delibera, a sollecitare – l’ultima volta a fine gennaio – per l’adozione delle multe.