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Il retroscena

Santapaola, l'interrogatorio (inedito) del 1973: «Devo riavere la patente, sono un commerciante di scarpe»

Era già un uomo d'onore ma ai poliziotti del commissariato di Borgo Ognina si presentava come un imprenditore

03 Marzo 2026, 15:53

Santapaola, l'interrogatorio (inedito) del 1973: «Devo riavere la patente, sono un commerciante di scarpe»

Il Bollettino della Ricerche con cui si chiedeva ai cittadini di dare informazioni sui latitanti

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Era il 5 novembre del 1973. Uno dei primissimi verbali di interrogatorio firmati da Nitto Santapaola, morto ieri nel centro clinico del carcere di Opera a Milano.

Colui che era già "uomo d'onore" di Cosa Nostra, ma invece si presentava agli investigatori come un venditore di calzature. Aveva tutte le certificazioni: la Questura le aveva rilasciate.

Per le istituzioni era un commerciante, ma invece era già un soldato di mafia. Quel giorno i poliziotti del Commissariato Borgo Ognina lo hanno sentito. Hanno sentito l'uomo che stava scalando i vertici della criminalità organizzata catanese e che già lavorava come soldato per Pippo Calderone, il padrino di Catania.

Agli agenti raccontò di aver smarrito la patente di guida, che in verità era stata sospesa da relativa ordinanza prefettizia. L'ingannatore poi è entrato in campo. Ha spiegato che svolgeva l'attività lavorativa di commerciante di calzature all'ingrosso e al minuto e aveva depositi in piazza Sciuto e in via Gemellaro. Era regolarmente munito, per la vendita al dettaglio, di certificato che mi è stato rilasciato dal commissariato. Lo stesso in cui si stava svolgendo l'interrogatorio.

Faceva l'ambulante di scarpe in via Teocrito. In contrada Serra, fra San Giovanni e Misterbianco, aveva la sete di una società. Un'altra.

Santapaola voleva riavere la patente. Perché gli serviva per spostarsi per motivi di lavoro. Ma è davvero poco probabile per motivi leciti. Quelli era l'epopea delle bische clandestine e del contrabbando di sigarette. Il giovane Santapaola era uno dei protagonisti di quegli affari illeciti.

In quegli anni ha intrecciato poi le relazioni con Totò Riina che lo aiutò a diventare il padrino di Catania e a far diventare il cognome dei Santapaola il più potente a livello criminale. Poi nel 1982 divenne latitante. Un fantasma.

La sua faccia, poco prima poi della cattura definitiva, comparve in un volantino delle ricerche - il "wanted" statunitense - assieme ad altri mafiosi ricercati.