4 marzo 2026 - Aggiornato alle 21:15
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Ambiente

Escursioni con... i cinghiali nella Riserva naturale di Pantalica

Suidi selvatici, aree pic-nic degradate, cumuli di detriti sul torrente Calcara, non sono un bel biglietto da visita per i turisti

04 Marzo 2026, 18:22

Escursioni con... i cinghiali nella Riserva naturale, un luogo magico che avrebbe bisogno di più cura

Un cinghiale passeggia sul sentiero principale della Riserva

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La Riserva naturale della Valle dell'Anapo e di Pantalica è uno dei posti più belli della Sicilia orientale. Con la stagione primaverile ricominciano le escursioni e tanti visitatori, runner e turisti - soprattutto stranieri - che entrano dal cancello Fusco (in territorio del comune di Sortino) vengono accolti da un cartello che mette in guardia da "branchi" di cinghiali.

Un percorso che ho fatto anch'io. Percorrendo il sentiero principale della vecchia ferrovia dismessa Siracusa-Ragusa-Vizzini, si vede il fiume Anapo pieno di detriti, rami secchi, tronchi d'albero portati giù dalla corrente che deturpano il paesaggio della gola dove l'acqua si insinua disegnando il paesaggio tipico della Riserva. Un ammasso di vegetazione, tronchi di alberi abbattuti e abbandonati sul letto del fiume che "nascondono" la meraviglia degli specchi d'acqua verdi in mezzo alla vegetazione.     

Sempre lungo il sentiero principale un tratto (all'altezza che va dal sentiero per San Nicolicchio fino alla stazione di Pantalica) , è segnato da un nastro di delimitazione biancorosso su un pezzo di staccionata in legno tutta rotta.

Arrivando poi al Museo etnografico (ex stazione di Pantalica) peraltro chiuso, si cominciano a vedere le tracce della presenza dei cinghiali al lati del sentiero, piante spontanee sradicate, sassi e buche, frutto del tipico grufolare di questi animali selvatici che cercano i vermi di cui sono ghiotti nel terreno.

Proseguendo, il giardino di aranci che si trova di fronte all'ex stazione di Pantalica è praticamente abbandonato, frutti marci per terra, erbacce, grosse pietre sparse ovunque, le panchine e i tanti tavoli di legno che si trovano sotto gli alberi per consentire uno spuntino ai turisti e ai visitatori sono vecchi, degradati, inservibili, uno spettacolo indecoroso per chi frequenta questo luogo magnifico un condensato di ambiente, storia, cultura. 

E dice che la Riserva della Valle dell'Anapo e di Pantalica è un sito unico al mondo per bellezza, storia e archeologia. All’interno del territorio della riserva ricade infatti una delle più estese necropoli europee, la “Necropoli di Pantalica”, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, che ospita migliaia di tombe (circa 5000) scavate nella roccia e che è d'interesse per gli studiosi di tutto il mondo. A che serve, però, un riconoscimento Unesco se poi non siamo in grado di tutelare e mantenere questi luoghi, simboli della nostra identità culturale e paesaggistica?