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Messina Denaro, a Campobello di Mazara confiscati l'ultimo covo del boss stragista e l'auto
La confisca ha colpito Andrea Bonafede, classe 1963, il geometra di Campobello di Mazara che prestò la sua identità al capo mafia castelvetranese
I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione al decreto di confisca, disposto dal Tribunale di Trapani - Sezione Misure di Prevenzione, in relazione ai beni riconducibili a uno dei principali fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro.
La confisca ha colpito Andrea Bonafede, classe 1963, il geometra di Campobello di Mazara che prestò la sua identità al capo mafia castelvetranese, durante la latitanza trascorsa nel paese belicino.
Il provvedimento fa seguito al sequestro eseguito a marzo del 2025, all’esito di un’indagine di prevenzione condotta dalle Fiamme Gialle sotto l’egida e il coordinamento della Procura della Repubblica di Palermo.
La confisca, in particolare, ha riguardato l’appartamento di Campobello di Mazara utilizzato come ultimo covo del latitante e l’autovettura di cui lo stesso si serviva per i suoi spostamenti.
Con il medesimo decreto, il Tribunale ha inoltre applicato nei confronti del Bonafede, nel frattempo condannato a 14 anni, anche la misura personale di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di quattro anni, accompagnata dall’obbligo di soggiorno nel comune di residenza.
Utilizzando la identità di Bonafede, Matteo Messina Denaro riuscì a usufruire delle cure del servizio sanitario nazionale, per affrontare il tumore al colon che poi a settembre 2023 lo avrebbe condotto alla morte.
Quando il 16 gennaio 2023 i Carabinieri del Ros fecero irruzione all'interno della clinica La Maddalena di Palermo, cercavano proprio il paziente con il nome di Bonafede, essendo certi che cercavano Bonafede per arrestare Messina Denaro.
Il boss fu preso poi nel parcheggio della clinica, a bordo dell'auto con il suo autista Giovanni Luppino, anche lui arrestato.
Il servizio testimonia ancora una volta l’azione che la Guardia di finanza svolge, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, nel settore del contrasto patrimoniale alla criminalità organizzata, con il fine di aggredirne le ricchezze illecitamente accumulate.